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Fondazione Roi, ecco tutti i contributi erogati e "conosciuti" nell'era Zonin: solo in minima parte al Chiericati come prevede lo Statuto

Di Piero Zanin Lunedi 3 Luglio 2017 alle 00:07 | 0 commenti

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"C'eravamo tanto amati" ma, inevitabilmente, dopo il divorzio, per giunta non consensuale. arriva il momento di fare i conti. Succede anche per la lunga relazione tra l'ex presidente di tutto Gianni Zonin e la Fondazione Roi, che, pur avendo voltato pagina, si trova alle prese con un pesante passato. Andando oltre la più che comprovata capacità di Zonin di condizionare le decisioni del Cda e le regole dello statuto (cfr. "Roi. La  Fondazione demolita"), ci concentriamo, in attesa che il nuovo cda almeno presenti il  bilancio 2016 come promesso e mai fatto dal 7 giugno quando sarebbe stato approivato, su altri misteri dei conti della Roi. In quanto fondazione, la Roi non ha gli obblighi di trasparenza a cui sono tenuti gli enti pubblici e anche lo strumento delle visure camerali risulta inutile.

Alle reiterate richieste di dati del nostro diretore, peraltro già "minacciato" con una denuncia temeraria da parte dell'ex presidente Zonin da un milione di euro, che sta danneggiando l'editore nei rapporti economici con terzi e per le spese legali finora sostenute e da finanziare, sia la gestione Zonin sia quella, apparentemente, nuova di Ilvo Diamanti e Andrea Valmarana hanno risposto nella stessa, identica maniera: il mutismo più completo.

L'unico mezzo, dunque, per comprendere su chi e dove la Fondazione abbia investito, è sttao quello di rivolgersi a chi per statuto dovrebbe aver ricevuto il denaro, ossia i Musei Civici ed in particolare palazzo Chiericati. L'esercizio non è stato semplice ma alla fine il Comune ha concesso alcuni dei dati disponibili perchè gli altri non sarebbero rintracciabili.

Come riportato in un altro articolo, c'è una notevole discrepanza tra l'elenco delle cifre dei contributi elargiti affidato alla stampa locale dalla stessa Fondazione e quanto registrato dalla direzione dei musei e dall'Amministrazione comunale. Incongruenze notevoli che si segnalano alla voce "Contributi erogati". Sono 2.036.588 gli euro dichiarati dalla Roi sulla stampa locale come erogazioni liberali tra il 2010 e il 2015, mentre i Musei Civici hanno potuto documentare l'incasso di "soli" 180 mila euro.
Le gentile dottoressa Loretta Simoni, direttrice dei Musei Civici (colei che per statuto dovrebbe essere nel Cda della Roi al posto del multi funzione, ma mai direttore pro tempore del Chiericati, Giovanni Federico Villa indicato con costanza e chiara forzatura da Achille Variati, ndr), in un scambio di mail in cui rispondeva alla richiesta ufficiale d'informazione sui contributi ricevuti dal Chiericati tra il 2009 e il 2013 scrive: "Ogni intervento è stato condotto direttamente dalla Fondazione con i rapporti diretti con le ditte, i fornitori e i professionisti" ovviamente, pare elcito pensare, solo a seguito di convenzioni ufficiali col Comune, proprietario dei Musei civici.

Ma scavando negli archivi e tra i documenti la dottoressa ha trovato riscontri di solo 5 interventi della Fondazione Roi concordati ufficialmente a cui vanno sommati altre quattro operazioni tra il 2014 e il 2016. Nell'ordine, la Roi ha pagato 7.500 euro al prof. Mauro Zocchetta per il riallestimento del museo. Lo stesso professionista che insieme all'architetto Emilio Alberti, ora membro del Cda della Roi, curerà i lavori di restauro dell'area novecentesca del Chiericati. L'anno successivo, la progettazioni dell'ala cinquecentesca è costata alla Roi 55 mila euro. Altri 20 mila sono stati destinati nel 2013 al restauro dell'opera del Carpioni "Le ninfe raccolgono il corpo di Leandro". Lo stesso anno altri 25 mila euro annui vennero destinati alla creazione di una borsa di studio destinata ad uno storico dell'arte con la missione di sistemare il gabinetto dei disegni e delle stampe. La borsa di studio avrà una durata triennale. Sempre nel 2013, inoltre, la Fondazione Roi commissionò all'Opificio Pietre Dure il restauro di un disegno anonimo. Il valore dell'operazione è, però, tuttora sconosciuto.
Su indicazione della Segreteria generale del Comune Loretta Simoni riesce, sempre su richiesta ufficiale, a ricostruire parzialmente le donazioni della Roi per il triennio seguente anche se i dubbi non mancano. La prima spesa è risulta essere la conferma della borsa di studio, rinnovata con altri 25 mila euro l'anno fino al 2015. Nel 2014, ritroviamo i già citati professionisti Alberti e Zocchetta, a cui venne assegnato il progetto di allestimento dell'ala novecentesca e ottocentesca di palazzo Chiericati. Per quest'operazione è stata firmata un'apposita convenzione tre il Comune di Vicenza e la Fondazione Roi. Nel documento sottoscritto dalla Giunta Variati, però, non vi è alcun accenno ai costi del lavoro del professore e dell'architetto. Mentre nello stesso periodo si conosce l'importo di un'altra convenzione, quella che ha visto come beneficiario, a insaputa della sua Università di Bergamo, il professore Giovanni Villa che tramite la sua Didakè Sas ha incassato 30 mila euro. Tra il 2015/2016, infine, la Fondazione Roi si è fatta carico dei 15.000 euro annui per le attività didattiche della pinacoteca di Pallazzo Chiericati.
Tra le altre spese segnalate dalla segreteria generale si contano anche 300 mila euro spesi per il restauro e la ricollocazione dei dipinti e costoloni della Cappella del Rosario nella Chiesa di Santa Corona, inaugurata nell'ottobre del 2016 ma che non rientra nel perimetro di chi possa ricevere i denari della Fondazione. Per quanto riguarda la Roi, restando in tema ecclesiale, si segnala anche l'acquisto in favore dei musei Diocesani, anch'essi non rientranti tra i destinatari statutari delle erogazioni della Roi, del ritratto del vescovo cinquecentesco Matteo Priuli.  Un "regalo" fuori statuto giustificato con la vicinanza del marchese Roi alla diocesi e benedetto da mons. Franceco Gasparin, anche lui diventato membro del cda della Fondazione.
Insomma, anche passando al setaccio i diversi documenti, le operazioni avvenute nell'era Zonin restano, almeno per il momento, un mistero vicentino a fronte di un'unica certezza: dei due milioni erogati nel periodo zoniniano esaminato non il 100% com impone lo statuto ma solo meno del 15% sarebeb andato al Chioericato.

Povero marchese Roi e povera città...

I dati in sintesi 

2009- la Fondazione Roi finanzia il riallestimento museale incaricando il prof Zonchetta- costo dell'operazione € 7.500,00
2010/2011  finanziamento alla progettazione dell'ala Cinquecentesca. Costo € 55.000,00;
2013 Restauro opera del Carpioni " Le ninfe raccolgono il corpo di Leandro" € 20.000,00
2013 finanziamento  della borsa di studio annua per storico dell'arte "sistemazione gabinetto disegni e stampe. catalogazione opere". Costo € 25.000,00 

2013 restauro disegno anonimo con pianta del teatro olimpico a cura dell'Opificio pietre Dure.

2.036.588 di euro sono le erogazioni liberali dichiarate dalla Roi in favore dei Musei Civici tra il 2010 e il 2015 

 

 


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