Quotidiano | Categorie: Politica, trasporti

Ok a tagli dal Consiglio di Stato: Regione canta vittoria, in crisi trasporto pubblico vicentino

Di Filippo Zenna Venerdi 29 Marzo 2013 alle 19:21 | 0 commenti

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Macchia, Ftv: "È un cane che si morde la coda". D'Angelo, Cgil: "Situazione disastrosa, serve piano industriale provinciale"

Per la Regione una vittoria, per la provincia vicentina un'altra sconfitta pesante da metabolizzare. La sentenza numero 1799/2013 del Consiglio di Stato ha ribaltato quella del Tar (982/2012) che obbligava l'amministrazione Zaia ad annullare il taglio del 10% al trasporto pubblico locale relativamente al periodo aprile-dicembre 2011. Quei soldi che Ftv ed Aim mobilità attendevano per far cassa e migliorare i servizi non arriveranno più.

E, se da palazzo Balbi si sorride al risparmio, negli enti pubblici vicentini si fanno conti sempre più risicati. "I contraccolpi saranno evidenti - commenta Angelo Macchia, direttore generale di Ferro tranvie Vicenza - Quei fondi ci avrebbero portato un po' di respiro, invece andiamo ancor più in sofferenza e ci auguriamo che quest'ulteriore taglio non pregiudichi più di tanto i servizi. Fortunatamente - aggiunge - ci siamo sempre mossi con cautela, facendo bilanci sullo storico, ma diventa sempre più difficile gestire la situazione. L'extraurbano ha una domanda enorme e sempre più crescente. A metà aprile - anticipa Macchia - daremo il via a corse sperimentali per portare alle università di Padova e Verona i tanti studenti che provengono dalle vallate di Valdagno e Recoaro. Ma c'è un'esigenza sempre più forte anche da parte dei lavoratori e con le condizioni attuali è difficile soddisfarle". Nella nota dell'assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, si pone l'attenzione su un punto cardine che ha portato la Regione a ribaltare la sentenza del Tar e a spuntarla davanti al Consiglio di Stato: la riduzione del chilometraggio. Angelo Macchia replice con un ghigno: "È la metafora del cane che si morde la coda. È ovvio che più si taglia la spesa del trasporto pubblico più si complica la fornitura di servizi al cittadino. La Regione - conclude il dg di Ftv - dovrebbe porsi interrogativi seri su quant'è importante la questione del trasporto pubblico in Veneto". Molto più duro l'intervento di Massimo D'Angelo, coordinatore mobilità Filt-Cgil di Vicenza. Ce l'ha con la Regione, ma la sua invettiva s'inasprisce con la Provincia: "Ormai tutte le risorse sono convogliate a livello nazionale per poi essere ripartite sul piano regionale. Ci sono toccati 15 milioni in meno che la Regione purtroppo non reintegra. Siamo ormai in una situazione drammatica. Abbiamo individuato due giornate di lotta contro i tagli e c'è già stato uno sciopero perché il contratto degli autoferrotranvieri è fermo da 5 anni. Vogliono che questo contratto, in buona sostanza, lo paghino i lavoratori, rinunciando a tanti benefici: è uno scambio non equo". Poi l'affondo sulle politiche di mobilità della Provincia di Vicenza: "Noi stiamo cercando di ottimizzare le risorse per contenere lo spreco enorme della provincia più frammentata d'Italia: oltre alle due aziende pubbliche ce ne sono undici private che hanno concessione di servizi. Questa situazione è improponibile. Stiamo sollecitando la Provincia perché si crei un piano industriale della mobilità, dobbiamo per forza di cose ripartire dal territorio altrimenti di rischia di morire. Ma la Provincia - accusa D'Angelo - sta in qualche modo ostacolando la fusione tra la Ftv e l'Aim. Vero è che la Ftv chiude ancora in positivo, ma senza una programmazione congiunta non si va da nessuna parte. Siamo ormai al paradosso: ci apprestiamo a firmare un protocollo per tutelare i lavoratori di Aim con l'uscita dall'in house ormai deliberata, ma essendoci il dissenso della Provincia tutto rischia di diventare carta straccia. Faccio una metafora per essere più chiaro: è come un matrimonio in cui uno dei due sposi non si presenta in chiesa. Quindi faccio un sollecito di buonsenso all'amministrazione provinciale perché rinsavisca e pensi al bene collettivo e non soltanto a quello dell'azienda (Ftv) che ha sotto casa".


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