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Maxi operazione antidroga della GdF di Vicenza: 50 kg venduti a giovanissimi

Di Edoardo Andrein Lunedi 30 Settembre 2013 alle 12:28 | 0 commenti

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Stamattina una operazione di oltre settanta Finanzieri della Guardia di Finanza di Vicenza ha sgominato nel Basso vicentino e nell'est veronese, una rete criminale di 21 soggetti deunciati e 14 persone arrestate, stranieri e italiani che spacciavano droga a conduzione familiare tra fratelli marocchini e papà e figlio italiani. Grazie alle intercettazioni telefoniche e nonostante, il linguaggio criptico utilizzato per comunicare in lingua straniera, è stata bloccata l'ingente attività di spaccio. 

I consumatori, come ha spiegato nella conferenza stampa di questa mattina il Ten. Col. Fabio Dametto del Comando Provinciale delle Fiamme Gialle beriche, erano per la maggior parte ragazzi italiani che assumevano cocaina, droghe leggere e molta eroina; 118 persone identificate quasi tutte giovanissime e tra i quali figura anche qualche minorenne. Clienti che avevano rapporti di amicizia consolidati nel tempo con gli spacciatori e che per questo andavano ad acquistare la droga nelle loro case. I rifornimenti della droga da essere spacciati, invece, provenivano dai grossi centri di Milano, Rovigo e Padova.

 

 

Comando Provinciale Guardia di Finanza Vicenza - A coronamento di un’articolata indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, dott. Paolo Pecori, denominata “SCERIFFO”, la Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza ha disarticolato un sodalizio criminale di soggetti, di nazionalità marocchina, albanese ed italiana, dediti allo spaccio di cocaina, hashish, eroina e marijuana, con basi logistiche nelle zone del basso vicentino (Noventa Vicentina, Sossano, Lonigo, Orgiano, Pojana Maggiore) e del veronese (San Bonifacio, Veronella, Cologna Veneta, Casaleone).

 

Alle prime luci dell’alba di oggi, oltre 70 finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, con l’ausilio di unità cinofile, sono stati impegnati nelle province di  Vicenza, Verona, Rovigo e Padova per l’esecuzione di 13 misure cautelari, di cui 9 in carcere (per sei soggetti marocchini e tre italiani) e 4 ai domiciliari (tre albanesi ed un italiano), disposte dal G.I.P. di Vicenza, dott. Massimo Gerace.

Le indagini hanno avuto inizio nel settembre del 2012 e, già nei primi mesi del 2013, avevano portato all’arresto in flagranza di reato di tre persone e alla denuncia a piede libero di altre due. Nell’occasione, erano stati sequestrati circa 250 grammi tra cocaina, marijuana ed eroina.

Le Fiamme Gialle beriche hanno denunciato complessivamente 21 soggetti che, dal novembre 2012 al maggio 2013, si sono resi responsabili di circa 3.000 episodi di spaccio di stupefacente: le indagini, condotte attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti (anche con l’ausilio di rilevatori satellitari) ed appostamenti, hanno permesso di ricostruire un traffico di oltre 50 chilogrammi tra cocaina, eroina, hashish e marijuana, per un “volume d’affari” illecito stimabile in oltre un milione di euro.

Gli spacciatori, per lo più extracomunitari, facevano largo uso di schede telefoniche intestate a nomi di fantasia o a persone inconsapevoli ed utilizzavano un linguaggio “criptico”, chiaro sintomo della simbiotica complicità tra i correi: i clienti usavano i termini “paese”, “ragazzo”, “pane”, “caffè” o “datteri” per ordinare l’hashish; la cocaina era chiamata “ragazzina”, “birra” o “prosecco superiore”; mentre per acquistare eroina si chiedeva la “cena”, la “medicina” o la “macchina”.

La droga, proveniente in partite “all’ingrosso” da Milano (cocaina), dalla provincia di Rovigo (hashish) e dal padovano (cocaina ed eroina), veniva piazzata “al dettaglio”, nel basso vicentino e nella limitrofa provincia scaligera, soprattutto a giovani consumatori.

In cima alla piramide del sodalizio criminale vigeva una sorta di “gestione familiare”: i flussi principali della droga, infatti, erano veicolati da tre fratelli marocchini, tra cui  E.N.A. (di anni 39, domiciliato a Milano), trafficanti di ingenti quantità di droga. Lo stupefacente giungeva, poi, ad altri soggetti, radicati sul territorio, tra cui B.M. (di anni 37, cugino di E.N.A) e il clandestino E.N.A.I. (di anni 25), che provvedevano a una distribuzione capillare tra numerosi consumatori finali, per lo più italiani.

Ulteriori elementi di spicco della banda criminale sono altri due fratelli marocchini E.C., detto “Sceriffo” (di anni 29), ed E.Y. (di anni 23), entrambi stabilmente residenti a Noventa Vicentina, oltre agli italiani S.A., detto “Tonino” (di anni 35), residente a Lonigo, e M.G., detto “Franco” (di anni 58), residente a San Bonifacio; quest’ultimo, tra l’altro, gestiva la propria “attività” insieme con il figlio, M.A. (di anni 26), denunciato a piede libero dalla Guardia di Finanza berica.

Nel contesto dell’esecuzione delle misure cautelari, sono in corso anche numerose perquisizioni locali e personali nei confronti degli indagati e degli ulteriori soggetti presenti all’atto degli interventi.

Infine, oltre alla parte di rilevanza penale, i finanzieri vicentini stanno provvedendo a segnalare alle competenti Prefetture e Motorizzazioni Civili ben 118 giovani, identificati quali consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Saranno, in ultimo, avviate le procedure tecniche finalizzate alla tassazione dei proventi illeciti, derivanti dall’attività di spaccio, e sarà promossa l’adozione di misure di prevenzione.

 


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