Quotidiano | Categorie: Cultura

L'arte della Pace: la Grange Guerra del cinema di propaganda e il muridismo, islam africano esempio di convivenza civica

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 20 Maggio 2016 alle 11:49 | 0 commenti

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Comune di Vicenza

Venerdì 20 e sabato 21 maggio si terranno gli ultimi due appuntamenti del ciclo “L'arte della pace” organizzato dalla Casa per la pace in collaborazione con l'assessorato alla comunità e alle famiglie che si terranno nella nuova sede della Casa per la pace in via Porto Godi 2 (laterale di viale Fiume). Venerdì 20 maggio alle 20.30 Elvio Bissoli condurrà la serata dedicata alla Grande Guerra, “La guerra immaginaria e la realtà del cinema” in cui verrà illustrato come il cinema ha cercato di raccontare la Grande Guerra nella sua reale tragicità, nascosta e oscurata dal mito e dalla retorica propagandistica.

Il lavoro presentato è la rielaborazione della tesi di laurea, di Elvio Bissoli, in Storia all'Università Ca' Foscari di Venezia "La Grande Guerra e il cinema italiano e francese".
Le immagini riportate documentano in modo sconvolgente, la distanza tra la guerra reale, moderna, sempre più crudele, distruttiva, brutale e violenta da una guerra immaginaria, epica, eroica, edulcorata nelle sue immagini di violenza, come è stata narrata dal cinema di propaganda, dalla stampa e dalle immagini a grande diffusione popolare. Il documentario pone a confronto scene tratte da quei film che hanno voluto rappresentare la vera natura di un conflitto, che esigeva un continuo rifornimento di “carne da cannone” per condurre ciniche, disumane e inutili, azioni belliche fondate su tattiche suicide. Questi continui e improduttivi assalti richiedevano la rimozione, negli uomini combattenti, di ogni istinto umano di sopravvivenza e la cieca obbedienza con qualsiasi mezzo: decimazioni, plotone d’esecuzione, fucilazione sul campo di chi indietreggiava.
Infine il 21 maggio alle 17.30 si terrà l'incontro conclusivo “L'Islam della pace. Un modello di fede, di amore, di pace, di convivenza civica nell'Islam africano”, vita e opere del santo senegalese Cheikh Ahmadou Bamba (1850-1927) fondatore del muridismo. L'incontro sarà condotto da Top Niang (murid, associazione culturale “Il Paradiso dei due mondi”, mediatore culturale, membro del consiglio degli stranieri di Vicenza).
Il Senegal è il Paese africano che, oltre al concetto di “Negritude” creato del presidente poeta, Léopold Sédar Senghor, ci ha dato anche un esempio di Islam moderato in cui i valori della tradizione mistica africana, in particolare la nonviolenza e il rispetto dell’altro, rappresentano uno scudo all’estremismo islamico e all’Islam politicizzato, mantenendo vivi tutti i valori positivi. Questo è dovuto all’influsso del Muridismo, diffuso dalla fine dell’800 soprattutto in Senegal, dove il 90 per cento della popolazione è musulmana. Il fondatore Cheikh Ahmadou Bamba (1850-1927).
"L'Arte della Pace" è il filo che ha legato i diversi appuntamenti promossi dalla Casa per la Pace sulla scia delle parole di riferimento del Festival biblico “Pace e Giustizia si baceranno”. Gli incontri hanno l'obiettivo di dare un contributo nel "comprendere la guerra e imparare a praticare la pace con il dialogo tra le culture e le religioni, la prevenzione e la risoluzione nonviolenta dei conflitti" secondo la missione della Casa per la Pace in attuazione dell'articolo 2 dello Statuto Comunale.


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