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Teatro Comunale, Albanese: “La cultura è attivatore economico, ma poco interesse dalle istituzioni”

Di Pietro Rossi Mercoledi 15 Luglio 2015 alle 19:35 | 0 commenti

Intervista a Flavio Albanese, Presidente del Teatro Comunale Città di Vicenza

Oggi è stato presentato al teatro nuovo il programma della stagione 2015/2016 alla presenza del Presidente del Teatro Comunale Città di Vicenza Flavio Albanese. Un bilancio che sembra positivo a livello di spettacoli, con una ricca programmazione in calendario, per la danza - punto forte del programma - ma anche per teatro e musica. Unica nota stonata i mancati introiti per questa stagione, dopo la defezione da socio dell'associazione industriale e i tagli imposti dalla Regione Veneto.

«L'associazione industriali per problemi suoi non è più socia, per questioni di territorialità presumo - spiega Albanese - e quindi ci mancano i 100 mila previsti in bilancio e la regione sta progressivamente riducendo, quindi mancano quei 200 mila che faremo fronte con le riserve, non è un bell'andare». 

Dal punto di vista della programmazione, invece, il Comunale punta sui giovani ma anche sugli affezionati. Punto forte resta il balletto, unito però a nomi importanti nella prosa e nella musica. (qui il programma) http://www.tcvi.it/it/eventi/2015-2016
«La cultura deve far cassa ma non in quanto cultura - conclude Albanese - deve essere un attivatore economico per tutte le altre attività, un modo con cui le altre attività guadagnano, purtroppo da parte delle istituzioni questo interesse tende a calare e noi ne subiamo le conseguenze»

 

Teatro Comunale di Vicenza - È stata presentata oggi - mercoledì 15 luglio 2015 - la nuova stagione artistica del Teatro Comunale di Vicenza, la nona dalla sua apertura, dal Presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Flavio Albanese e dai referenti artistici delle diverse sezioni: Pierluca Donin, direttore di Arteven per la prosa, Loredana Bernardi, consulente di Arteven per la danza e Piergiorgio Meneghini, direttore artistico della Società del Quartetto di Vicenza per la concertistica e la sinfonica, nel suo ruolo di direttore generale dell’Orchestra del Teatro Olimpico.

 

Il cartellone

Una stagione di eccellenza e di sicuro valore artistico, nonostante i tagli pesanti nei contributi di alcuni Soci Fondatori, istituzioni e associazioni di categorie, bilanciati da una gestione oculata delle risorse, come dimostra la recente approvazione del bilancio da parte dell’Assemblea dei Soci. Una stagione con artisti di grande richiamo, titoli importanti, con momenti di impegno ma anche di spensieratezza, come richiesto con determinazione dal pubblico. Un Teatro, il Comunale di Vicenza, che ascolta i suoi spettatori, dà voce e spazio alle loro istanze. Un Teatro che è entrato a pieno titolo nella vita dei cittadini e che viene riconosciuto come molto importante per l’offerta culturale della città e del territorio, come dimostra una recente indagine dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Titoli e interpreti di grande appeal per una stagione con oltre 50 appuntamenti nelle sezioni Danza, Luoghi del Contemporaneo-Danza, Prosa, Luoghi del Contemporaneo-Prosa, Concertistica e Sinfonica, Fuori Abbonamento; atteso dopo l’estate l’annuncio di novità assolute con la programmazione di concerti di musica pop e rock, a grande richiesta dopo il successo di Patty Smith e il concerto dei Marlene Kuntz della scorsa stagione. Sempre dopo l’estate sarà annunciata nei dettagli la programmazione del Cinema al Ridotto, con i film e i documentari sugli artisti più importanti della storia dell’arte, con le proiezioni in diretta live dei grandi balletti e delle opere liriche dai più prestigiosi teatri del mondo, dal Bolshoi all’Opéra di Parigi, dal Met alla Royal Opera House, una sezione anche questa molto fidelizzata, come dimostrano gli oltre 2500 biglietti venduti per la stagione appena conclusa.

Non risulta ancora definita in questo momento la programmazione dei Progetti Formativi: numerose sono state le proposte inserite nel POFT (Piano dell’Offerta Formativa Territoriale), presentate al Comune di Vicenza per teatro, danza e opera, dedicate al mondo della scuola. La diminuzione delle entrate imporrà purtroppo delle limitazioni nel numero delle iniziative rispetto alla programmazione consueta. Dei Progetti Formativi fanno parte anche le residenze artistiche di danza e teatro, allo stato attuale in corso di definizione; anche queste saranno annunciate dopo l’estate.

La nuova stagione artistica del Comunale, in programma da ottobre 2015 a maggio 2016, alzerà il sipario sabato 24 ottobre, con uno spettacolo di danza in prima e unica data italiana proposto dalla Paul Taylor Dance Company, compagnia strepitosa fondata da uno dei massimi rappresentanti della Modern Dance americana, forse il più grande coreografo vivente, eccezionalmente a Vicenza per i 20 anni di VicenzaDanza.

Entrando poi nel vivo della stagione artistica i grandi nomi di artisti e compagnie e gli spettacoli  cult si intrecciano nei cartelloni delle diverse sezioni artistiche: Paolo Rossi, Claudio Bisio, Eros Pagni, Giulio Scarpati e Valeria Solarino, Lella Costa, Laura Marinoni, Vittorio Sgarbi sono i nomi delle sezioni Prosa e Luoghi del Contemporaneo-Prosa, “Molière a Versailles”, “il Gabbiano” di Cechov, “Il Sindaco del Rione Sanità”, “Amleto”, “Una giornata particolare, “L’amore ai tempi del colera” i titoli principali.

Per la danza sono in programma, dopo l’eccezionale apertura di stagione della compagnia statunitense già citata, “Giselle” (rigorosamente classica) del Royal New Zealand Ballet, compagnia per la prima volta in Italia, il ritorno dei Momix con lo spettacolo celebrativo per i loro 35 anni di attività, “W Momix Forever” , la nuova produzione de “Lo Schiaccianoci” del Ballet du Grand Théâtre de Genève“, un’altra importante compagnia americana come il Tulsa Ballet e poi il Balletto dell’Opera di Vienna, il Wiener Staatsballet diretto da Manuel Legris, che proporrà tre pezzi dal repertorio, appositamente scelti dal direttore artistico per celebrare il 20 anni di VicenzaDanza; per finire l virtuosi dell’hip-hop della Compagnie Käfig con una performance tra visual art, street dance e le sonorità mediterranee.

Per la sezione Concertistica, ovvero la stagione 106 della Società del Quartetto, il leitmotiv è rappresentato dalla massiccia presenza di eccellenze musicali italiane, protagoniste di ben nove dei quindici appuntamenti in cartellone. Si tratta di musicisti talvolta non sufficientemente conosciuti e valorizzati dal pubblico di casa nostra ma che, a livello internazionale godono di un'altissima reputazione e portano alto il prestigio della rinomata scuola interpretativa italiana; accanto a questi, nomi di prima grandezza; tra i solisti da citare Benedetto Lupo, Murray Perahia, sicuramente l’evento più atteso della stagione, e Filippo Gamba, impegnato nell'integrale delle Sonate di Beethoven.

Appartengono al filone delle eccellenze nazionali a livello di formazioni anche I Solisti Filarmonici Italiani, l'Orchestra da Camera di Mantova di Carlo Fabiano, l'Orchestra da Camera Italiana di Salvatore Accardo, l'accoppiata violoncello-pianoforte di Enrico Dindo e Otello De Maria. Quattro le formazioni cameristiche che arrivano da varie parti d'Europa: dalla Francia il giovane, ma già pluripremiato Quartetto Hermés, il quartetto con pianoforte “Lockenhaus on tour”, il Quartetto Panocha con il pianista francese Louis Lortie in veste di ospite e infine la voce baritonale di Matthias Goerne con Alexander Schmalcz al pianoforte.

Molto interessante si presenta anche il cartellone della sezione sinfonica, con l’Orchestra del Teatro Olimpico che, dopo aver superato brillantemente l'anno della svolta che l'ha trasformata in un'orchestra “under 30” con l’obiettivo di un percorso di alto perfezionamento; grazie al suo direttore principale Alexander Lonquich, la OTO proporrà al pubblico un programma ambizioso e decisamente più impegnativo rispetto a quello dello scorso anno. Saranno eseguiti brani di forte impatto emotivo come la Sinfonia “Classica” di Prokof'ev, la prima Sinfonia di Bruckner, il Don Juan di Strauss, il poema sinfonico che Debussy dedicò al “Pomeriggio di un Fauno”, l'Appalachian Spring di Aaron Copland, il Wagner del “Preludio e Morte di Isotta”, oltre alle sempre verdi Sinfonie “Scozzese” e “Italiana” di Mendelssohn, alla Sinfonia “del Fuoco” di Haydn, all'ouverture dal Don Giovanni di Mozart. I direttori ospiti, oltre al direttore principale che salirà sul podio per ben quattro volte su sei concerti, saranno il giovane franco-tedesco Nicolas Altstaedt e il livornese Federico Maria Sardelli.

Come di tradizione,la OTO sarà protagonista del Concerto della notte di San Silvestro, diretta dal violinista e direttore salisburghese Alexander Janiczeck.

Eclettici e molto diversi nell’ispirazione e nei generi sono gli spettacoli fuori abbonamento; spaziano dal gospel alla serata futurista, dalle danze tradizionali al cabaret, dal musical all’operetta. I nomi sono quelli di Ficarra & Picone, Ale & Franz, Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti per la comicità, si tratti di cabaret surreale o interpretazioni ispirate a temi del sociale; il musical in programma è “Pinocchio” presentato dalla Compagnia della Rancia, con le musiche di Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti, mentre i titoli dell’operetta sono “Al cavallino bianco” e “La Principessa della Czarda”; immancabile il gospel natalizio e per il primo dell’anno le danze tradizionali e moderne del Balletto Nazionale della Georgia Sukhishvili.

In programma in dicembre anche un evento straordinario “Zang Tumb Tumb – Serata Futurista” ideazione di Roberto Floreani, uno spettacolo ad alto coinvolgimento emotivo di declamazione, musica, videoproiezioni e aerodanza.

Ancora una volta, nonostante la situazione contingente, una stagione nel segno della qualità artistica, di indiscusso valore, perché questo rientra nella missione della Fondazione ed è quanto chiede il pubblico (e quanto emerge anche dall’analisi dei dati sul gradimento espresso dagli spettatori, sempre più attenti ed esigenti dal punto di vista della proposta artistica).

Dati economico-finanziari in sintesi

Dal punto di vista economico e finanziario, l’attività della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, l’istituzione che gestisce il Teatro, è resa possibile grazie ai contributi dei soci fondatori, Comune di Vicenza, Banca Popolare di Vicenza, Regione del Veneto e del socio sostenitore Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona e dei partner e sponsor che, a vario titolo, credono nell’investimento in cultura: Fiamm, Develon, Gruppo Mastrotto, Colorcom e AIM Energy come partner; AC Hotel, Gruppo Beltrame, Inglesina, Burgo Group, Confartigianato, Fondazione Roi, Anthea Broker, Confcommercio, Cantine Vitevis, Acqua Recoaro, Telemar come sponsor; Il Giornale di Vicenza come media partner.

Sono positivi i dati di bilancio della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza che per il 2014 ha aumentato l’attività caratteristica del Teatro, ovvero l’attività economico-finanziaria che l’organizzazione è in grado di produrre autonomamente (grazie ai proventi derivanti dagli incassi, dalla gestione della biglietteria, delle locazioni degli spazi interni del Teatro e i contributi pubblici destinati all’organizzazione di specifiche rassegne). Infatti dall’anno di fondazione del Teatro, il 2007, il valore di produzione ha sempre registrato una tendenza positiva di crescita: l’esercizio relativo all’anno di attività 2014 ha registrato un +10% rispetto all’esercizio precedente (2013), per un valore economico generato, di circa 1.800.000 euro.

È la dimostrazione – come ribadito più volte dal Presidente della Fondazione Flavio Albanese – che un Teatro ben gestito è un produttore di cultura che genera economia e può contribuire, in modo concreto, alle dinamiche di sviluppo del territorio e della comunità.

Il dato, che conferma l’efficienza del “sistema produttivo” della Fondazione, è ancor più significativo se si tiene conto che la Fondazione gestisce nel suo bilancio solo ¼ di entrate provenienti da contributi di soci pubblici; appare dunque preoccupante la posizione, che si auspica non definitiva, del Socio Fondatore Confindustria Vicenza di uscire, a partire dal 1° gennaio 2015, dall’assetto istituzionale e la possibilità che l’Ente Regione possa ulteriormente diminuire il suo contributo (in realtà si tratta di quota di gestione essendo anche la Regione Socio Fondatore: dal 2012 sono venuti meno, da parte dell’Ente, ben 200.000 euro nel bilancio della Fondazione).

 

L’impatto socio-culturale ed economico generato dal Teatro Comunale

Se segnali di ripresa si colgono nel settore economico e produttivo, appare difficile da comprendere la penalizzazione  di un esempio virtuoso di gestione economico-finanziaria come quello che la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza ha posto in essere, caso non comune

a livello nazionale e anche regionale, oltre a non considerare il valore sociale, culturale ed economico generato dal Teatro con le sue attività, come testimoniano anche recenti studi.

Nell’ambito dell’indagine coordinata dall’Università Ca’ Foscari in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, è stato calcolato l’impatto economico generato dal Teatro attraverso la cosiddetta Economic Impact Analysis, il metodo adottato anche per l’analisi di altre importanti realtà tra cui il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro alla Scala.

Grazie all’alto grado di approvvigionamento a fornitori locali (130 soggetti) e all’intensa attività artistica, nel solo anno 2013 il Teatro Comunale ha generato un impatto economico totale stimato in 2.394.613,65 euro, composto per 1.496.633 euro da ricadute dirette (cioè le spese del Teatro a favore di fornitori e collaboratori vicentini nonché le spese sostenute dagli staff artistici presenti a Vicenza per gli spettacoli al Comunale) e per 897.980 euro da ricadute indirette e indotte (l’ulteriore ricchezza prodotta dai soggetti economici che hanno beneficiato delle ricadute dirette e che quindi a loro volta hanno instaurato più forti rapporti commerciali con comparti economici anche non necessariamente connessi con il comparto economico originario). In relazione a tutti i contributi pubblici di cui beneficia il Teatro Comunale, si deduce che le effettive ricadute economiche sul tessuto sociale vicentino sono pari al 470% della spesa pubblica assorbita dalla Fondazione.

Numeri che sono ancora più significativi considerando che l’analisi ha dichiaratamente seguito un approccio prudenziale.

 

Il pubblico del Teatro Comunale

Parlando del pubblico del Comunale, vale la pena ricordare che sono oltre 100.000 le persone che accedono annualmente in teatro (artisti, spettatori, relatori e partecipanti a convegni ed eventi pubblici), quasi 3.000 sono stati gli abbonamenti venduti per la stagione artistica appena conclusa, più di 50.000 i biglietti emessi per gli spettacoli ed i concerti.

Numeri di assoluto rilievo anche per i dati delle singole Stagioni: oltre 890 gli abbonamenti per la Prosa, 823 gli abbonamenti della Danza, 550 quelli della Concertistica e 431 quelli della Sinfonica. Per le Stagioni di Danza e di Concertistica, sono in assoluto i numeri più significativi di tutta la Regione del Veneto, tralasciando ovviamente le Fondazioni Lirico-Sinfoniche come il Teatro La Fenice di Venezia e la Fondazione Arena di Verona (fonti dei dati, rispettivamente Arteven per la Danza e Società del Quartetto Vicenza per la Concertistica).

Il pubblico del Comunale è in prevalenza femminile (oltre il 65% delle presenze), oltre il 50% proviene da Vicenza città, rispetto al passato è aumentata la percentuale (+ 3%) di spettatori provenienti dalla provincia (34%). Di questi, il 50 % proviene dai comuni dell'hinterland, mentre un significativo 6,5% di spettatori  arriva da fuori provincia (50% dall’area padovana, 20% da fuori regione). Oltre l’80% degli spettatori è in possesso di un diploma superiore o di laurea.

Anche il pubblico del Comunale, in linea con la tendenza nazionale, è principalmente adulto (oltre il 40% degli spettatori ha un'età compresa tra i 51 e i 70 anni).Tuttavia, nell'ultima stagione si è riscontrato un significativo aumento del pubblico giovane, con un incremento delle presenze under 30 del 10% .

L’87% del pubblico che ha risposto alle domande sulla customer satisfaction ha espresso un giudizio positivo sulla stagione conclusa, indicando con chiarezza dei suggerimenti sulle scelte artistiche (una prosa più leggera, una maggiore varietà nei generi di spettacolo).

 

Un Teatro digital

Il pubblico della scorsa stagione si è rivelato piuttosto digitalizzato; l'84% utilizza regolarmente la posta elettronica e il 53% ha una presenza sui social network (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin), registrando un aumento di circa il 20% rispetto alla stagione precedente. Anche nei mezzi di comunicazione per informarsi sugli spettacoli e sulle attività del Teatro, il digitale  compete a pieno titolo con i mezzi tradizionali (carta stampata, radio e tv). Il 60% del pubblico che ha risposto all’indagine è iscritto alla newsletter del tcvi.

Dal canto suo il Teatro Comunale di Vicenza ha sviluppato una forte presenza on line: il sito internet www.tcvi.it, registra mensilmente oltre 14.000 visitatori unici per una media di 60.000 pagine visitate; è stato recentemente aggiornato con un restyling grafico all’insegna dell’usabilità, trasparenza e maggiore gradevolezza di navigazione; la pagina Facebook ha superato i 5.000 fan e il profilo Twitter i 1.600 follower. L’approccio 2.0, che in tutte le presenze social è riconoscibile dall’hashtag #TCVi, sta permettendo a molti utenti a condividere le proprie esperienze in Teatro nel “Diario 2.0” del Teatro, piattaforma facilmente accessibile anche dalla homepage del sito ufficiale.

La App ufficiale del Teatro, realizzata nel 2014 è stata finora scaricata da circa 1.400 utenti; nel corso della nuova stagione artistica permetterà a tutti i possessori di smartphone con sistema operativo Android e iOS, di accedere a contenuti extra inediti grazie a un nuovissimo progetto di sviluppo.

Anche la vendita on line dei biglietti conferma la tendenza alla digitalizzazione del pubblico del Comunale: la metà degli biglietti venduti è acquistata infatti su internet dagli spettatori.

 

Informazioni su spettacoli, biglietti e abbonamenti

Il rinnovo degli abbonamenti inizia domani, giovedì 16 luglio 2015 e prosegue fino a venerdì 31 luglio; riprende poi dal 9 al 16 settembre, mentre il 18 e il 19 settembre sarà possibile effettuare il cambio posto o tipologia di abbonamento; i nuovi abbonamenti saranno in vendita da martedì 22 settembre:

I biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre; iniziano già da domani, giovedì 16 luglio, le vendite dei biglietti per gli spettacoli fuori abbonamento.

Sono numerose le formule di abbonamento: oltre alle quattro sezioni classiche (danza, prosa, concertistica e sinfonica), sarà possibile acquistare un abbonamento Mini-Danza (2 spettacoli nella seconda data della programmazione), gli abbonamenti per i Luoghi del Contemporaneo-Danza e Luoghi del Contemporaneo-Prosa, il tradizionale Tutto Musica (che prevede 21 concerti, ovvero la programmazione integrale delle sezioni sinfonica e concertistica) e l’abbonamento Musica Breve ( 8 concerti).

I prezzi degli abbonamenti sono praticamente rimasti uguali rispetto alla passata stagione e molte agevolazioni sono offerte agli abbonati: hanno diritto a sconti sull’acquisto di biglietti per il 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico; chi acquista più rassegne ha diritto a sconti sull’abbonamento, come pure sui biglietti per gli spettacoli fuori abbonamento.

I biglietti per gli spettacoli delle sezioni artistiche che saranno in vendita da martedì 29 settembre e fino alle date di inizio delle stagioni, se non esauriti in prevendita, hanno subito variazioni di prezzo davvero minime: si va dai 50 euro (biglietto intero) per il Concerto di fine d’anno della OTO, per arrivare ai biglietti under 30 in vendita a 10,60 euro, per gli spettacoli di Concertistica, Sinfonica e Luoghi del Contemporaneo-Danza.

 


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