Quotidiano | Categorie: Libri

Paolo Malaguti al Galla Caffè di Vicenza per presentare il suo libro

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 5 Febbraio 2016 alle 14:48 | 0 commenti

ArticleImage

Galla 1880
Paolo Malaguti presenta il suo nuovo romanzo “La reliquia di Costantinopoli” mercoledì 10 febbraio alle ore 18.00 al Galla Caffè di Vicenza. Lo scrittore padovano, già noto per i precedenti romanzi pubblicati dalle edizioni Santi Quaranta (tra cui spicca il fortunato “I Mercanti di stampe proibite” dedicato all’epopea degli editori bassanesi Remondini) con questo nuovo ponderoso volume conferma una spiccata propensione al romanzo di ambientazione storica. Il volume, edito dalle prestigiose edizioni Neri Pozza, sviluppa la sua trama complessa in un periodo cruciale della storia moderna. 

Siamo nel 1452, Costantinopoli, si appresta a subire l’attacco dei turchi, decisi a strappare alla decadente dinastia di imperatori bizantini la città più sacra alla cristianità d’oriente. Uno scontro destinato a ridefinire per sempre quella che oggi si chiamerebbe geopolitica della regione. Costantinopoli, centro nevralgico per il commercio, città cosmopolita e aperta a tutte le culture e abitata da una cospicua comunità di mercanti genovesi e soprattutto veneziani, è anche il luogo in cui si concentrano il maggior numero di reliquie di Santi cristiani. 
Il destino di Gregorio Eparco, il giovane protagonista, sarà quello di cercare di sottrarre questi “frammenti di Paradiso” dai luoghi sacri in cui sono custoditi per metterli in salvo dal disastro imminente. 
Costruito attingendo a un vastissimo repertorio di fonti e mettendo sulla pagina una erudizione sorprendente “La reliquia di Costantinopoli” si presenta come un poderoso romanzo storico, si sviluppa come una detection, per concludersi come un grande feulleton d’avventura. Un intersecarsi di generi che rende evidente la complessità della materia narrativa, non riducibile alla perfezione della ricostruzione storica né alle dinamiche dell’intreccio. Un’opera davvero notevole e perfettamente matura di un autore che alle soglie dei quarant’anni si afferma come una delle presenze più originali della nuova narrativa italiana. 
Paolo Malaguti  è nato a Monselice (Padova), nel 1978. Attualmente lavora come docente di Lettere nella provincia di Treviso e di Vicenza. Con la casa editrice Santi Quaranta ha pubblicato Sul “Grappa dopo la vittoria” (2009), “Sillabario veneto” (2011) e “I mercanti di stampe proibite” (2013). 
Il libro. 1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute.  Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan. La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata  di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie. 
L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane. Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada,  quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa… Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia. 


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Mercoledi 19 Dicembre 2018 alle 07:01 da kairos
In Mostra al Chiericati, Caterina Soprana (Commissione Cultura) risponde ai giovani del Pd: "realizzata a costo zero per il Comune"

Domenica 2 Dicembre 2018 alle 17:35 da Kaiser
In Mostre e eventi: due diverse concezioni non confrontabili ovunque e anche a Vicenza
Gli altri siti del nostro network