Quotidiano | Categorie: Sanità

Neonato salvato all'ospedale di Vicenza grazie a una strumentazione unica al mondo

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 1 Ottobre 2013 alle 14:14 | 0 commenti

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Regione Veneto - Un neonato con una grave disfunzione multiorgano è stato salvato all’ospedale San Bortolo di Vicenza grazie all’intervento di un’equipe multidisciplinare formata da medici ed infermieri della Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale (Direttore: Prof. Claudio Ronco), Pediatria (Direttore: Dr. Massimo Bellettato) e Chirurgia Pediatrica (Direttore: Dr. Fabio Chiarenza), che tempestivamente, a pochi giorni dalla nascita, l’hanno sottoposto al trattamento con l’apparecchiatura miniaturizzata CARPEDIEM (Cardio Pediatric Dyalisis Emergency Machine), una strumentazione unica al mondo ideata dal prof Ronco e realizzata dai tecnici specializzati di Mirandola.

La buona notizia è stata divulgata oggi dal direttore generale dell’Ulss 6 Angonese, e dai clinici che si sono occupati del caso , alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, e riguarda un piccolo nato il 26 agosto con gravissime patologie.

CARPEDIEM è un innovativo strumento, che non esisteva al mondo, concepito e realizzato a Vicenza all’interno dell’ IIRIV l’Istituto Internazionale di Ricerca Renale di Vicenza, braccio scientifico del Dipartimento di Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale dell’ ULSS 6 e dell’ Associazione Amici del Rene di Vicenza (AARVI) onlus.

Sinora i neonati di peso inferiore ai 3 chili, in caso di insufficienza renale grave (dal 5% al 20% dei casi nelle terapie intensive neonatali) venivano trattati con le macchine per dialisi tarate sugli adulti, con gravi rischi di scompenso o di fallimento della terapia.

“Questa – ha sottolineato l’assessore Coletto – è una ‘patologia orfana’, perché i numeri relativamente bassi a cui si fa riferimento non la rendono appetibile per la ricerca delle grandi aziende orientate verso il business. Un fatto che, se possibile, ingrandisce il merito di chi ha lavorato all’ideazione ed alla realizzazione. La sanità veneta – ha aggiunto – mette così a disposizione della comunità scientifica internazionale uno strumento per aiutare i più piccoli in un momento per loro così difficile; e quando si riesce, perdipiù senza alcun fine di lucro per nessuno, a donare una speranza di vita ad un bambino ed ai suoi genitori, la soddisfazione e l’orgoglio si moltiplicano. Mi piace in questo momento ricordare ciò che hanno dichiarato i pediatri americani consultati: ‘prima d’ora era un caso impossibile. E’ stato un miracolo che cambierà il modo di fare medicina per il neonato”.

Il piccolo paziente, nato a termine con parto vaginale, presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza, alla nascita ha necessitato di essere rianimato ed intubato per insufficienza respiratoria.

Immediatamente ricoverato presso la Terapia Intensiva Neonatale (Direttore: U.O. Dr. Massimo Bellettato), si è constatato che, a seguito di una gravissima emorragia, il neonato aveva sviluppato un quadro di shock che aveva portato ad uno scompenso multiorgano caratterizzato da insufficienza respiratoria, cardio-circolatoria, renale ed epatica con discoagulopatia e piastrinopenia.

A quattro giorni dalla nascita permaneva il grave danno multi organo con grave insufficienza respiratoria ed edema polmonare ingravescente ed incremento ponderale importante.

A questo punto l’intervento di terapia sostitutiva renale con dialisi si configurava come l’unica speranza per il piccolissimo paziente, tuttavia il posizionamento di una dialisi peritoneale (utilizzata di solito in questi rari casi) in tale occasione possibile per una gravissima tensione addominale da ingrossamento del fegato e per la imponente ritenzione di liquidi. La speranza per il piccolo paziente si è rivelata essere l’utilizzo dall’apparecchiatura CARPEDIEM, concepita e realizzata a Vicenza, ingegnerizzata dai tecnici di Bellco a Mirandola e assolutamente innovativa in quanto miniaturizzata e creata esclusivamente per i neonati.

Una apparecchiatura che non esisteva al mondo, messa a punto dopo una accurata e minuziosa fase di collaudi tecnici eseguita presso IRRIV, grazie all’attenta supervisione dell’Ingegner Francesco Garzotto del Dipartimento di Nefrologia ULSS 6 “Vicenza”, grande esperto di questa tecnologia.

 

U.L.SS. n° 6 "Vicenza" - Neonato con grave disfunzione multiorgano viene salvato al San Bortolo grazie all’intervento di un’equipe multidisciplinare formata da medici ed infermieri della Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale (Direttore: Prof. Claudio Ronco), Pediatria (Direttore: Dr. Massimo Bellettato) e Chirurgia Pediatrica (Direttore: Dr. Fabio Chiarenza), che tempestivamente, a pochi giorni dalla nascita, l’hanno sottoposto al trattamento con l’apparecchiatura miniaturizzata CARPEDIEM (Cardio Pe-diatric Dyalisis Emergency Machine).
CARPEDIEM è un innovativo strumento, che non esisteva al mondo, concepito e realizzata a Vicenza all’interno dell’ IIRIV l’Istituto Internazionale di Ricerca Renale di Vicenza, braccio scientifi-co del Dipartimento di Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale dell’ ULSS 6 e dell’ Associazione Amici del Rene di Vicenza (AARVI) onlus.
Il piccolo paziente, nato a termine con parto vaginale, presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza, alla nascita ha necessitato di essere rianimato ed intubato per insufficienza respiratoria.
Immediatamente ricoverato presso la Terapia Intensiva Neonatale (Direttore: U.O. Dr. Massimo Bellettato), si è constatato che, a seguito di una gravissima emorragia, il neonato aveva sviluppato un quadro di shock che aveva portato ad uno scompenso multiorgano caratterizzata da insuffi-cienza respiratoria, cardio-circolatoria, renale ed epatica con discoagulopatia e piastrinopenia.
A quattro giorni dalla nascita permaneva il grave danno multi organo con grave insufficienza respiratoria ed edema polmonare ingravescente ed incremento ponderale importante.
A questo punto l’intervento di terapia sostitutiva renale con dialisi si configurava come l’unica speranza per il piccolissimo paziente, tuttavia il posizionamento di una dialisi peritoneale (utilizzata di solito in questi rari casi) in tale occasione possibile per una gravissima tensione addo-minale da ingrossamento del fegato e per la imponente ritenzione di liquidi. La speranza per il piccolo paziente si è rivelata essere l’utilizzo dall’apparecchiatura CARPEDIEM, concepita e realiz-zata a Vicenza, ingegnerizzata dai tecnici di Bellco a Mirandola e assolutamente innovativa in quanto miniaturizzata e creata esclusivamente per i neonati.
Una apparecchiatura che non esisteva al mondo, messa a punto dopo una accurata e minuziosa fase di collaudi tecnici eseguita presso IRRIV, grazie all’attenta supervisione dell’Ingegner France-sco Garzotto del Dipartimento di Nefrologia ULSS 6 “Vicenza” esperto unico di questa tecnologia.
Per attuare tuttavia l’emodialisi era necessario reperire un accesso vascolare centrale (cioè un grosso vaso sanguigno). Purtroppo l’edema imponente del piccolo paziente e lo stato coagulativo molto alterato rendevano poco percorribile anche questa strada in quanto i convenzionali accessi venosi erano inaccessibili. L’Equipe della Chirurgia Pediatrica, guidata dal Direttore, Dr. Fabio Chiarenza ha sottoposto il neonato, direttamente nella culla di terapia intensiva neonatale, ad un delicato inter-vento per ottenere appunto l’accesso vascolare centrale che avrebbe permesso di iniziare il tratta-mento con CARPEDIEM. Reperito e garantito tale accesso è stato finalmente possibile iniziare la tera-pia con CARPEDIEM nel piccolo paziente che versava in condizioni veramente molto critiche .
Il neonato ha iniziato a rispondere già nelle prime 24 ore, ma l’insufficienza epatica e renale si sono progressivamente aggravate. E’ stato allora necessario modificare il circuito standard per aumentare l’efficienza della terapia extracorporea in cui il sangue del bambino veniva “pulito” attraverso l’impie-go di filtri speciali concepiti dal gruppo di Vicenza assieme agli ingegneri dell’Aziende coinvolta. Si sono eseguite sedute di plasmaferesi ed exanguino trasfusioni aggiuntive. I medici ed infermieri della terapia intensiva neonatale e della nefrologia si sono susseguiti ininterrottamente per giorni al letto del neonato con terapie extracorporee e con tutto il supporto necessario.
A distanza di pochi giorni si è compiuto il miracolo e la funzione del fegato si è normalizzata, i reni hanno mostrato una progressiva ripresa ed il piccolo è stata estubato ed ha iniziato a respirare autonomamente in aria ambiente alimentandosi per via naturale.
L’Azienda U.L.SS. N. 6 “Vicenza” ha dimostrato, anche in questo caso, oltre ad altissime competenze delle equipe medico-infermieristiche, una sinergia ottimale tra le alte specialità di Terapia Intensiva Neonatale, Nefrologia e Chirurgia Pediatrica e le altre Unità Operative e Servizi del San Bortolo .
I pediatri americani consultati hanno dichiarato: “era un caso impossibile prima d’ora, è stato un mi-racolo; questo evento di Vicenza, cambierà il modo di fare medicina nel neonato per il futuro”.


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