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Alberti Casellati e l'ingenuità, o cosa?, del M5S: boccia Romani per il cellulare della figlia ma promuove chi evitò e condannò i "cellulari" della Polizia per Berlusconi

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 25 Marzo 2018 alle 11:59 | 0 commenti

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Che Luigi Di Maio e gli eletti del Movimento 5 Stelle siano capaci di governare un Paese, per giunta, complesso come l'Italia è da dimostare e forse a breve lo sapremo. Che siano "ingenui" lo dimostra il niet per la presidenza del Senato opposto a Paolo Romani, condannato, per carità, per aver fatto usare il cellulare comunale alla figlia, e la successiva valanga di schede che hanno riempito col nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati (per brevità di cotanto nome MEAC) il cui curriculum, da avvocato, prima, e da membro del Csm, poi,  è arrichito dalla costante difesa del pluricondannato più famoso d'Italia, Silvio Berlusconi.

Lo documenta puntigliosamente l'articolo de Il Fatto Quotidiano che vi proponiamo di seguito e che sta rimbalzando sulla stampa. E tanto per gradire se Romani ha dato alal figlia il cellulare ricevuto in uso dal Comune di Monza, MEAC ha trovato più di un posto di lavoro per la figlia, Ludovica, il primo addirittura nel 2004 come capo delle segreteria al Ministero della Salute di cui era lei stessa la sottosegretaria per scelta di, ovviamente, Berlusconi, e poi nel 2014 come portavoce di Barbara Degani, forzista, che convertitai all'NCD di Angelino Alfano, diviene con Renzi sottosegretario al Ministero dell'Ambiente...

Ingenui i pentastellati nel bocciare Romani per un cellulare telefonico dato illecitamente alla figlia e per promuovere chi più di un cellulare della Polizia per B. ha contributo a evitare con le leggi ad personam o a condannare mediaticamente e politicamente?

Ingenui, allora, i pentastellati o già, e più velocemente, sulla via che portò Umberto Bossi dalla denuncia di Roma Ladrona , prima di assaporare il potere, a diventare anche lui un boss del ladroni?

Leggete e meditate, gente, meditate.

 

IL RITRATTO - MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI
La scudiera di B. che ha trovato ancora un posto per la figlia

di Carlo Tecce, da Il Fatto Quotidiano

Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica numero ventidue, ringrazia commossa. E l'aula applaude. Ha un singulto, e l'aula la sorregge. Celebra il Risorgimento, e l'aula scatta in piedi. Come se non fosse la stessa Maria Elisabetta Alberti Casellati, avvocata matrimonialista, vent'anni in Parlamento con Forza Italia, la versione femminile di Niccolò Ghedini, difensore d'ufficio in televisione di Silvio Berlusconi, sottosegretaria di Angelino Alfano al ministero della Giustizia nell'epoca di lodi e leggi per salvare il Cavaliere, ambasciatrice dei forzisti nel Consiglio superiore della magistratura, appena rientrata in politica per assurgere alla seconda carica dello Stato.

Tutto dimenticato, tutto perdonato: "La scelta che avete compiuto, eleggendo la prima volta una donna, rappresenta una responsabilità che non posso celare dietro ai preamboli di circostanza. Un onore, una responsabilità che sento di condividere proprio con le donne che con le loro storie, azioni, esempi e coraggio hanno costruito l'Italia di oggi".

E allora, riaprendo il librone polveroso della memoria, che Italia ha costruito Maria Elisabetta Casellati, nata a Rovigo nel ‘46 e residente a Padova? Nel dicembre del 2004, per suggellare una brillante militanza in Forza Italia, il premier Silvio Berlusconi la promuove a sottosegretaria al ministero della Salute.

Un paio di mesi di ricerca e da Publitalia, la società di Mediaset che raccoglie miliardi di euro di pubblicità, ingaggia il capo della segreteria con un compenso di 60.000 euro: si chiama Ludovica Casellati, la figlia. Ludovica affronta le polemiche, e resiste al ministero: "Ci ho messo dieci anni perché non mi chiamassero ‘figlia di' e adesso non vorrei passare per quella aiutata da mammina".

Così rientra a Mediaset, si dedica pure al giornalismo verde e, lasciata Publitalia, fonda "Green life" che edita la rivista Viaggi in bici. Barbara Degani, originaria di Torino, cresciuta a Padova e da sempre in Forza Italia, viene nominata sottosegretaria al ministero dell'Ambiente. Ha bisogno di una portavoce, si guarda intorno, non oltre Padova forse, e indica Ludovica Casellati: l'incarico (di 40.000 euro l'anno) parte nel 2014 con Renzi, prosegue nel 2016 con Gentiloni e finirà con l'arrivo del prossimo governo. Coincidenze, soltanto coincidenze. Maria Elisabetta Alberti Casellati è in buona fede e quel librone della memoria lo dimostra.

Condanna per frode fiscale di Berlusconi. "La decisione della Cassazione di fissare in tempi record l'udienza per il processo Mediaset conferma ancora una volta come ci sia una giustizia ad personam".

Evasione, che sciocchezza. "Che senso ha pensare a raggiri, a costruzioni di società fittizie per evadere, nel giro di decine di anni, 7 milioni di euro dopo averne sborsati nello stesso periodo 567? Non si sono accorti che tale somma equivale a due mensilità di mantenimento a favore della signora Lario".

Cene eleganti ad Arcore e parentele larghe. "'Esiste una registrazione di una conversazione, Berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak". Ruby è marocchina, Mubarak egiziano.

Le sentenze che non si sentono. "Cassazione o meno, Berlusconi è e rimane l'unico e irrinunciabile leader politico di Forza Italia e del centrodestra. Oggi con una sentenza che completa un percorso giudiziario lastricato da distorsioni giuridiche, palesi incostituzionalità, si è raggiunto il traguardo coltivato da venti anni di estromettere Berlusconi dalla scena politica. Un vero e proprio scippo della democrazia. Ma stiano sereni".

Olgettine e opere di carità. "Berlusconi paga le ragazze giovani? È generoso con tutti, anche con le persone bisognose che incontra per strada. In una manifestazione di piazza, c'era una donna, che non aveva i denti. Le ha dato dei soldi per comprarsi la dentiera".

Senatori o calciatori? "Il Senato si costituisce parte civile nel processo sulla compravendita? È evidente che Grasso non può garantire quel ruolo di terzietà. Si dimetta. La democrazia è a rischio".

Carlo Rubbia, chi era costui? "Pur rispettando il Capo dello Stato e i senatori a vita, dalle carte trasmesse alla Giunta, non sono emersi elementi sufficienti a identificare gli ‘altissimi' meriti scientifici e sociali di Caudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia".

Quei cattivoni dei tedeschi. "Berlusconi è stato eliminato con un colpo di Stato nel 2011 perché era l'unico che voleva difendere l'Italia dallo strapotere della Germania e dei poteri forti".

Ha occupato con Alfano & C. il palazzo di Giustizia di Milano per protestare contro la "persecuzione dei magistrati" del Cavaliere bianco e s'è vestita di nero, però, nel giorno della decadenza da senatore. Ieri ha citato Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, per rievocare la lotta di Liberazione. Casellati ha poca memoria e, per sua fortuna, anche i colleghi senatori.


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