"Ero Gay", appello associazioni gay a Orsi e alla giunta scledense per un "evento confronto"
Martedi 19 Agosto 2014 alle 23:09 | 3 commenti
Non si placa la polemica sull'intervento di Luca di Tolve per presentare il suo libro "Ero gay" domenica al meeting dei giovani tenutosi a Schio e il cui annuncio, che si accompagnava alla definizione dell'omosessualità come una "malattia" , aveva già acceso le micce di un serrato confronto e di una serie di distinguo con richieste anche di rettifiche su alcuni quotidiani locali da parte del presidente dell'Associazione Opera dell'Amore, Gino Marta .

A prendere una posizione congiunta oggi ci hanno pensato l'Associazione 15 GIUGNO Arcigay Vicenza, gli organizzatori scledensi del Flash Mob contro l’omofobia e il Circolo Tondelli LGBTI con una nota trasmessaci da Mattia Stella e che pubblichiamo di seguito, come abbiamo fatto per tutte le altre dichiarazioni.
Si è svolto a Schio (VI) domenica 17 agosto 2014 il “Meeting Internazionale dei Giovaniâ€, promosso dal Movimento Mariano Regina dell'Amore e col patrocinio del Comune di Schio.

Il programma si è concluso con la partecipazione di Luca Di Tolve; il quale, durante la presentazione del suo libro “Ero Gayâ€, si è lasciato andare ad affermazioni offensive ed intolleranti nei confronti delle persone omosessuali e verso chi ha cercato di esprimere opinioni diverse dalla sua.
L’associazione Arcigay Vicenza, gli organizzatori scledensi del Flash Mob e il Circolo Tondelli LGBTI, ritenendo grave e preoccupante che un’Amministrazione Comunale patrocini una serata a sostegno di “terapie riparative†già sconfessate e disconosciute dagli Ordini degli Psicologi e da quelli dei Medici italiani e americani, chiedono all’Amministrazione Comunale di Schio di prendere posizione rispetto a quanto accaduto.
In particolare, ci rivolgiamo all'Assessore Anna Donà che nel 2011 ha accolto in città Don Andrea Gallo, il quale aveva definito l'omosessualità "un dono di Dio". E ci rivolgiamo anche all'Assessore alle Politiche Giovanili Barbara Corzato, incapace di una vera presa di posizione nonostante molti giovani scledensi avessero pubblicamente espresso perplessità o contrarietà ad un evento che ritraeva l'essere gay come una patologia.
 Le Associazioni firmatarie chiedono inoltre al Sindaco Valter Orsi di esprimersi pubblicamente su quanto di fallace e oltraggioso domenica scorsa è stato detto davanti a centinaia di persone e in assenza di vero contraddittorio; e si chiede di patrocinare nei prossimi mesi un evento capace di affrontare in maniera approfondita e laica il tema dell'orientamento sessuale, nel reale rispetto delle persone e dei loro diritti.
1. L'evento non ha mai ritratto l'essere gay come una patologia - tra l'altro una tra le prime cose dette dal sig. Di Tolve è stata: "essere omosessuale non è una malattia".
2. Non ho sentito offese e affermazioni intolleranti da parte del sig. Di Tolve. Le ho sentite invece da parte di alcune persone del pubblico che l'hanno accusato di essere fascista ed hanno altresì interagito incivilmente trasgredendo la regola posta per tutti gli interventi del meeting, ossia interagire con l'ospite tramite sms (misura che si può ben capire dato il numero di persone presenti ed un programma ricco di appuntamenti).
Sinceramente sono rimasta allibita dalla rabbia e mancanza di educazione di queste persone. Ascoltare non fa male a nessuno, si può semplicemente dire che non si è d'accordo senza mettersi a urlare, suonare tamburi ed essere fermati dalle squadre antisommossa.
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