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Caccia in Veneto, Zanoni: quest'anno la resa dei conti con Bruxelles

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 12 Settembre 2013 alle 17:20 | 0 commenti

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On. Andrea Zanoni, ALDE - “Quest'anno la Regione Veneto non la farà franca. La pre apertura della stagione venatoria al primo settembre ha già segnalato le prime violazioni alla Direttiva Ue Uccelli con la caccia ai pulcini di fatto autorizzata dalla Giunta Zaia. Farò l'impossibile affinché i responsabili politici paghino di tasca propria le eventuali sanzioni europee”.

È l'avvertimento di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e vice presidente dell'Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, che ha presentato oggi un'interrogazione alla Commissione europea sulle violazioni alla Direttiva Ue Uccelli 2009/147/CE da parte della legge nazionale sulla caccia 157/92 e di alcune leggi regionali tra cui quella veneta. “Zaia e Stival hanno già preso una batosta sulla caccia in deroga. Adesso stanno scherzando con il fuoco in merito ai pulcini e alla caccia nei roccoli con le reti”. L'eurodeputato sarà sabato 14 settembre a Firenze alla Manifestazione Nazionale contro la caccia. 

“La legge veneta sulla caccia viola la Direttiva Ue “Uccelli” perché prevede diverse specie di uccelli migratori cacciabili durante le fasi di dipendenza dai genitori e dopo l'inizio del ritorno al luogo di nidificazione, carnieri giornalieri e stagionali incompatibili con lo stato di conservazione di alcune specie di uccelli e caccia a specie di uccelli nonostante il loro status negativo – spiega Zanoni – Ho prontamente segnalato tutte queste irregolarità per filo e per segno al Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik affinché si renda conto che la Giunta Zaia sta apertamente sfidando Bruxelles e solo per accontentare una sparuta minoranza di ingordi cacciatori”.

“In aperto sfregio del diritto europeo e della natura, la Regione Veneto ha aperto la stagione venatoria anticipatamente già il 1 settembre – prosegue l'eurodeputato, che a fine agosto ha scritto al Governatore del Veneto Luca Zaia e ai ministri all’Ambiente Andrea Orlando e alle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, per chiedere di posticipare l’apertura della caccia almeno alla fine di ottobre per evitare la cosiddetta “caccia ai pulcini”. “Zaia non mi ha neanche degnato di una risposta – fa sapere Zanoni – In primavera si sono registrate condizioni meteorologiche avverse che hanno ritardato l’inizio della stagione riproduttiva di moltissime specie di fauna selvatica e di conseguenza oggi ci sono ancora molti animali, in particolare uccelli, immaturi e dipendenti dai genitori. Nella pianura veneta ancora oggi si trovano nidiate di pulcini di Germano reale, Folaga, Gallinella d’acqua dolce e Colombaccio. Come risultato i cacciatori del Veneto, complice la Regione, quest’anno sono potuti andare a caccia dei pulcini nonostante la Direttiva “Uccelli”, all’articolo 7 comma 4, prevede il divieto di caccia agli uccelli nella fase della dipendenza dai genitori”.

“Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio, che incide pesantemente sulla fauna di tutta Italia e che non sempre viene contrastato dalle autorità con il giusto rigore come nel caso della Delta del Po – prosegue Zanoni – Per questo ho ricordato alla Commissione europea che si è presa l'impegno di verifica e controllo delll'intera attività venatoria italiana come già anticipato nelle risposte date alle interrogazioni da me presentate l'anno scorso in data 4/09/2012 e 1/10/2012”.

“Sono disposto a notificare personalmente le sanzioni europee ai responsabili politici della Regione Veneto di queste continue infrazioni e regali alla lobby ingorda dei cacciatori”, conclude l'eurodeputato.

BACKGROUND 

Zanoni con una interrogazione depositata oggi 12/09/2013denuncia al Commissario Ue Potočnik che in Italia non sono ancora stati attuati i piani di gestione concernenti 19 specie di uccelli: Allodola, Moriglione, Pernice rossa, Coturnice, Pavoncella, Combattente, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Mestolone, Moretta, Fagiano di monte, Pernice sarda, Starna, Quaglia, Frullino, Beccaccia, Beccaccino, Tortora, specie che si trovano in sfavorevole stato di conservazione ma che sono attualmente soggette all'attività venatoria da parte di circa 750.000 cacciatori italiani.

Anche il WWF ha scritto una circostanziata nota ai Ministeri competenti ed alla Direzione Generale dell'ISPRA in cui richiamiamo gli obblighi dello Stato Italiano per la corretta applicazione della Direttiva Comunitaria 147/2009/CE "Uccelli".

L'articolo 17 comma 1 (Controllo della fauna selvatica) della  Legge Regionale n. 50 del 1993 prevede che il Presidente della Giunta regionale può limitare i periodi di caccia o vietare l'esercizio venatorio sia per talune forme di caccia che in determinate località, alle specie di fauna selvatica di cui all'articolo 18 della legge n. 157/1992, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità. Può inoltre vietare temporaneamente la caccia in località di notevole interesse turistico a tutela dell'integrità e della quiete della zona.

Leggi tutti gli articoli su: Unione Europea, caccia, Regione Veneto, Andrea Zanoni, Alde

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