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Vicenza e Castell'Alfero ancora unite: i lavoratori Askoll ringraziano il direttore e VicenzaPiù

Di Martina Lucchin Venerdi 2 Maggio 2014 alle 13:36 | 0 commenti

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Era sabato 15 febbraio quando per la prima volta davamo notizia del presidio e parziale blocco della produzione avviati due giorni prima dai lavoratori della Askoll P&C di Castell’Alfero. “Askoll, ad Asti 220 lavoratori a rischio: a Vicenza un ippodromo, qui sulla strada", questo il titolo del nostro primo servizio con cui lanciavamo uno sguardo fuori dalla provincia berica per occuparci della causa di 223 lavoratori a rischio licenziamento per la chiusura e possibile delocalizzazione dello stabilimento che produce componenti di elettrodomestici (da qui tutti i nostri servizi in ordine cronologico).

Abbiamo seguito tutte le fasi della protesta dei lavoratori, partita da Asti e arrivata a Vicenza il 26 febbraio. Perché i lavoratori piemontesi e la nostra città sono più vicini di quanto sembra. È Dueville infatti la sede della holding guidata da Elio Marioni ed è lì che gli astigiani hanno “marciato” il 26 febbraio, con la speranza di far sentire la loro voce al patron vicentino e di risvegliare le coscienze dei sindacati e colleghi degli stabilimenti Askoll nella provincia di Vicenza, legati a doppio filo secondo i sindacati astigiani ai destini della fabbrica di Castell’Alfero. L’ufficiale apertura della messa in mobilità il 25 febbraio, i successivi incontri al Mise con l’azienda e poi la “serrata” dello stabilimento su decisione dell’amministratore delegato Alessandro Beaupain: momenti difficili per i lavoratori che non hanno però mai perso la speranza. Fino all’11 aprile quando il frutto delle loro lotte è arrivato: siglata l’intesa con l’azienda che assicura la produzione fino ad agosto 2015. 

Il network VicenzaPiù ha raccontato tutti questi passi. Per dovere di cronaca e perché, in un momento di crisi e di difficoltà occupazionale come quelli attuali, non si poteva tacere sui rischi che correvano dei lavoratori, astigiani e vicentini. Lo hanno fatto i media piemontesi, così come quelli nazionali. È rimasta pressoché muta invece tutta la stampa locale. Allo stesso modo i lavoratori berici. La holding vicentina invece ha fatto sentire la sua voce solo con interviste promesse e mai rilasciate, come quella del patron Elio Marioni, e con riferimenti non troppo cordiali al nostro network, “pirla” secondo il consulente Askoll per le risorse umane Maurizio Mastelli. 

“A Giovanni Coviello, Direttore di VicenzaPiù, con gratitudine e stima per il grande contributo e sostegno nella vertenza Askoll P&C di Castell’Alfero (At)”, recita quindi la targa (nella foto) che i lavoratori astigiani hanno voluto dedicare al direttore responsabile del nostro network. “Il 23 aprile abbiamo fatto una cena (qui la fotogallery, ndr) dopo la chiusura del presidio il 18 aprile, non per festeggiare ma per ritrovarci dopo quasi 60 giorni di sciopero e presidio. –spiega Tiziano Toniolo, rappresentante Fim Cisl nella Rsu della Askoll P&C - Volevamo consegnare questa targa a Coviello per dimostrare il nostro ringraziamento a chi ha perorato la nostra causa, facendola conoscere nel territorio di Vicenza”. 

“Gli abbiamo intitolato questa targa come segno di riconoscenza per quello che ha fatto. L’avevamo invitato alla cena per dargliela, non è potuto venire e in qualche modo gliela faremo avere. Se il direttore venisse qui sarebbe accolto veramente da tutti”, afferma una dipendente della Askoll. “Altrimenti saremo noi a venire a Vicenza con una piccola rappresentanza”.

Ancora una volta, Vicenza e Castell’Alfero, le loro parti più scomode da raccontare almeno, sono più vicine di quanto sembri. 


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