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"Vergine Madre" al Teatro Comunale di Vicenza

Di Comunicati Stampa Lunedi 20 Febbraio 2017 alle 17:14 | 0 commenti

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Prosegue la Stagione di Prosa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, con la sua declinazione rigorosamente al femminile: il prossimo appuntamento è in programma giovedì 23 febbraio alle 20.45 al Ridotto; si tratta di "Vergine Madre", uno spettacolo di e con Lucilla Giagnoni, "Canti, commenti e racconti di un'anima in cerca di salvezza", tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Lo spettacolo in scena al Ridotto, unica data in Veneto nella tournée 2017, è un progetto di Lucilla Giagnoni che fa parte con "Big Bang" (il racconto della creazione delle Stelle e del Mondo attraverso la scienza, la teologia e la poesia) e "Apocalisse" (il racconto della Fine) della cosiddetta Trilogia della spiritualità; è sicuramente il lavoro che meglio rappresenta questa attrice-autrice, con il quale è sulle scene da tempo; "Vergine madre" è stato mandato in onda da Rai 2 ed ha vinto il premio Persefone 2007 come miglior spettacolo teatrale in televisione.

Lo spettacolo, scritto e interpretato da Lucilla Giagnoni, si avvale della collaborazione ai testi di Marta Pastorino, delle musiche originali di Paolo Pizzimenti, delle scene e luci di Lucio Diana e Massimo Violato; è una produzione Fondazione TPE - Teatro Piemonte Europa.

Il monologo "Vergine Madre" è ispirato alla Commedia dantesca; il titolo stesso è un omaggio all'ultimo canto del Paradiso e al paradosso che propone, l'invocazione a Maria fatta da San Bernardo nella sua preghiera, nella quale la invoca come la più alta e la più umile di tutte le creature, colei che ha nobilitato la natura umana a tal punto che Dio non ha disdegnato di incarnarsi nell'umano. Nel suo spettacolo Lucilla Giagnoni racconta sei Canti della Divina Commedia, con i suoi personaggi e i suoi temi, e lo fa a tratti cantando: il viaggio (Il primo Canto dell'inferno), la Donna (Francesca, il V Canto), l'Uomo (Ulisse, il XXVI Canto), il Padre (Ugolino, il XXXIII Canto dell'Inferno), la Bambina (Piccarda, il III Canto del Paradiso), la Madre (Vergine Madre, il XXXIII Canto del Paradiso). La Commedia dantesca diventa così una strada costeggiata da figure parentali e quello che si compone è il disegno di una famiglia. I canti non vengono spiegati, ma raccontati anche con parole incantatorie, parole taumaturgiche, rituali, in un teatro a tratti lirico, di cui Lucilla Giagnoni, formatasi come attrice alla bottega di Gassman e al Laboratorio Teatro Settimo diretto da Gabriele Vacis, è sicuramente una grande e potente interprete.
Le parole, ci ricorda l'autrice, sono ripetute eternamente, proprio come le preghiere.

In scena, dalla lettura dei canti scaturiscono tante storie: il lato oscuro di Ulisse, l'aspetto meraviglioso e terribile del padre, la santità dei bambini, la lussuria di tutte le donne, la grandezza della madre... un percorso ricco, sorprendente e, soprattutto, confortante. Ci ricorda ancora L'autrice: "Come la preghiera. La poesia e l'arte sono una tregua per gli affanni degli uomini. Per questo ho pensato che questo lavoro fosse destinato soprattutto alle chiese. A cantare e raccontare storie è una donna. Perché più spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di pace. Sherazade si salva raccontando. E perché sicuramente l'anima ha una voce femminile".
Lo spettacolo "Vergine Madre" dura un'ora e 50 minuti, senza intervallo. Restano ancora pochi biglietti.

Leggi tutti gli articoli su: Teatro comunale di Vicenza, Lucilla Giagnoni

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