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Terre ai giovani, Cerantola: un intervento lungimirante per il futuro del Paese

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 29 Luglio 2014 alle 15:16 | 0 commenti

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Coldiretti Vicenza - “Terre ai giovani, sempre più attratti dall’opportunità professionale rappresentata dal lavoro agricolo e consapevoli che la stessa rappresenta un preciso stile di vita, che risponde a valori sani di crescita e sviluppo personale e dell’economia”. Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, interviene alla notizia che una prima tranche di cinquemila ettari di terre demaniali saranno destinate ai giovani agricoltori che si impegnano a condurle per vent’anni.

Un intervento del Governo fortemente spinto da Coldiretti, anche sulla base dell’incremento del 12 per cento delle iscrizioni agli istituti agrari. “L’accesso alla terra è uno dei principali ostacoli alla voglia di noi giovani di ritornare in campagna – spiega Cristiano Fontana, delegato dei Giovani di Coldiretti Vicenza – e questo decreto contribuisce a rimuoverlo, in una situazione in cui è in atto una vera svolta green, come testimonia l’aumento record del 12 per cento delle iscrizioni agli istituti agrari per il prossimo anno. Attendiamo per settembre la messa a disposizione dei terreni, per aiutare i giovani a crescere, a vantaggio dell’economia dei territori, ma ci auguriamo che la norma sia estesa anche alle terre di proprietà degli altri enti pubblici a partire dalle regioni”. La cessione di questi terreni toglierà allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderà disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto avrà il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese. “È fuori di dubbio – conclude il presidente Martino Cerantola - che nessuno meglio degli imprenditori agricoli può valorizzare la terra e generare nuova occupazione. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese od essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che la disponibilità di terra è il principale vincolo alla nascita di nuove imprese agricole”.


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