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Rotondi arruoli chi ha espulso Shalabayeva. Il problema sicurezza risolto in un battibaleno

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Martedi 16 Luglio 2013 alle 23:42 | 0 commenti

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«Se c'è una carenza di posti nelle carceri da 40 anni, se i reati non portano a una sentenza e una pena da far scontare, il circuito sicurezza rimane claudicante, rimane a metà», così lunedì Dario Rorondi, ex questore e ora assessore alla sicurezza di Vicenza, commentava alcuni dati sull'attività della polizia urbana cittadina.

Eccoli: da gennaio ad oggi sono stati 1241 gli accertamenti di violazioni dell'ordinanza del sindaco contro la mendicità molesta, 560 quelli relativi alla prostituzione, 81 i verbali per violazione del divieto di consumare alcol in aree verdi e luoghi pubblici, di cui 47 tra viale Milano, corso San Felice e Campo Marzo, 58 le sanzioni a nomadi per bivacco abusivo.

Ordinanze, quindi, senza effetti pratici se non un superlavoro demotivante per gli agenti che staccano multe ed emettono verbali sempre disattesi e mai pagati. A Vicenza almeno. Perchè a Roma in quattro e quattr'otto Alma Shalabayeva e la figlia Alua, due cittadine del Kazakistan rispettivamente moglie  e figlia del dissidente kazako Ablyazov, sono espulse dall'Italia con un provvedimento lampo che ha trovato attuazione in un battibaleno visto che sono state caricate subito su un volo per la repubblica del dittatore Nazarbaev...

Se  non si ha memoria di un'efficienza tale per l'espulsione di un qualunque altro extracomunitario, magari resosi colpevole di colpe in Italia ben diverse da quelle di essere la moglie e la figlia di un dissidente.

Se all'espulsione della moglie del ricercato anti Nazarbaev gli organi italiani, scrive l'Ansa, «hanno attribuito un mero valore di ordinarietà burocratica, come si evince anche dal tipo di coinvolgimento della Prefettura di Roma che ha predisposto il provvedimento di espulsione, la cui richiesta è pervenuta ordinariamente via fax e senza sollecitazioni o particolari avvertimenti», Rotondi riacquisti fiducia e cambi idea. In quell'altra Italia, quella in cui un fax basta a buttare fuori dai confini patri criminali come la minuta Alma e la sua piccola Alua, il circuito sicurezza non rimane claudicante, nè rimane a metà.

E faccia assumere gli eroi capaci di una tale impresa approfittando del fatto che a Roma li cacceranno. Per salvare Alfano, ministro dell'Interno a insaputa sua e di quello che fanno i suoi sottoposti.

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