Quotidiano | Categorie: Politica

Rodotà mette ko Camusso

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 16 Febbraio 2014 alle 18:15 | 0 commenti

ArticleImage

di Antonio Sciotto, da Il Manifesto
Rappresentanza . Il costituzionalista: l’accordo può violare la Carta, come fece la Fiat. A Bologna l’assemblea degli autoconvocati. Landini: «Solo se il voto sarà democratico, ne accetteremo l’esito»

Un colpo duris­simo per la Cgil e per Susanna Camusso. Ste­fano Rodotà, costi­tu­zio­na­li­sta che non ha biso­gno di pre­sen­ta­zioni, in pre­di­cato per diven­tare pre­si­dente della Repub­blica a cavallo dei due man­dati di Napo­li­tano (e che potrebbe tor­nare a cor­rere per la carica, in un futuro non lon­tano), boc­cia senza appello l’accordo sulla rap­pre­sen­tanza fir­mato lo scorso 10 gen­naio dalla segretaria.«Potrebbe con­te­nere pro­fili di inco­sti­tu­zio­na­lità», ha spie­gato il pro­fes­sore dal palco del Pala­nord di Bolo­gna, all’assemblea dei dele­gati auto­con­vo­cati con­tro l’intesa: visto che «appare con­tra­rio anche alla sen­tenza della Corte costi­tu­zio­nale che ha stron­cato l’articolo 19 della legge 300 in quanto lesivo della libertà sindacale».Ancora, secondo il giu­ri­sta, non si pos­sono «usare due pesi e due misure»: e qui il paral­lelo con i pro­fili di inco­sti­tu­zio­na­lità che nelle scorse set­ti­mane lo stesso Rodotà ha indi­cato nell’«Italicum», la legge elet­to­rale figlia dell’accordo Renzi-Berlusconi.Poi un apprez­za­mento per la Fiom, anche que­sto piut­to­sto bru­ciante per la Cgil e le sue cate­go­rie che oggi spo­sano il «sì» all’accordo: per Rodotà la Fiom negli ultimi anni ha avuto il merito di aver fatto «una delle più grandi bat­ta­glie di poli­tica costi­tu­zio­nale in que­sto Paese. La bat­ta­glia che si sta facendo in que­sto momento – ha detto par­lando alla pla­tea dei dele­gati e con­fer­mando il suo impe­gno – è «per la libertà sin­da­cale, seque­stratà da que­sto accordo che stra­volge il senso della par­te­ci­pa­zione. Un pro­blema che non può essere messo da parte». Anche per­ché il rischio è che pro­prio da que­sta intesa – «non so se sono troppo mali­zioso», ha con­cluso il giu­ri­sta – prenda le mosse la legge da più parti auspi­cata sulla rappresentanza.Certo Rodotà non è nuovo alle ini­zia­tive della Fiom, alle mani­fe­sta­zioni con Mau­ri­zio Lan­dini, al soste­gno per le tute blu (ha difeso ad esem­pio gli ope­rai Fiat di Pomi­gliano). Ma nello stesso tempo, essendo molto amato a sini­stra (e non solo, anche dai gril­lini), in un modo del tutto tra­sver­sale e che va ben oltre la Fiom, il suo parere ha un peso poli­tico notevolissimo.E non solo, la boc­cia­tura è piena anche nel merito: se l’accordo era già parec­chio con­te­stato, e in qual­che maniera “smon­tato” dalle cri­ti­che della Fiom – ma che per molti pote­vano sem­brare di parte o stru­men­tali – il parere di un intel­let­tuale così insi­gne lo squa­li­fica senza appello.Ora sem­pre di più, potremmo infe­rire, le san­zioni da com­mi­nare ai dele­gati appa­iono chia­ra­mente anti­de­mo­cra­ti­che. Una vera minac­cia per l’esercizio della libertà sin­da­cale: la morte del sin­da­cato come lo cono­sciamo oggi. A meno ovvia­mente che non lo si voglia tra­sfor­mare in un uffi­cio di ser­vizi vari e di collocamento.All’assemblea degli auto­con­vo­cati è inter­ve­nuto anche Lan­dini: il lea­der delle tute blu Cgil ha spie­gato che la Fiom «accet­terà il risul­tato di una vota­zione, solo qua­lora essa sia fatta tra i lavo­ra­tori delle cate­go­rie che hanno fir­mato con­tratti con gli indu­striali, e con regole e moda­lità tra­spa­renti e democratiche».«Se le regole saranno que­ste – ha detto Lan­dini – se si vince, si vince. E se perdo, ho perso». La stessa Susanna Camusso, pro­po­nendo esat­ta­mente una set­ti­mana fa un refe­ren­dum, aveva detto che si deve andare al voto «così nes­suno avrà più alibi». Una resa dei conti che però rischia di inca­gliarsi, appunto, pro­prio nelle regole e nella pla­tea che verrà indi­vi­duata per la par­te­ci­pa­zione al voto.Infine Lan­dini è tor­nato sull’episodio delle botte a Milano tra la Cgil e Cre­ma­schi: «Io e la Fiom lì non ci era­vamo, però non posso non notare una crisi nella demo­cra­zia del sin­da­cato. Biso­gna smet­terla con la gestione auto­ri­ta­ria, si devono poter espri­mere tutti, pur con­dan­nando le stru­men­ta­liz­za­zioni e le azioni violente».


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Mercoledi 19 Dicembre 2018 alle 07:01 da kairos
In Mostra al Chiericati, Caterina Soprana (Commissione Cultura) risponde ai giovani del Pd: "realizzata a costo zero per il Comune"

Domenica 2 Dicembre 2018 alle 17:35 da Kaiser
In Mostre e eventi: due diverse concezioni non confrontabili ovunque e anche a Vicenza
Gli altri siti del nostro network