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Porta Santa Croce: un edificio copre l'unico reperto medievale di Vicenza e il torrione è ancora inagibile. E le altre opere incompiute?

Di Luciano Parolin Giovedi 7 Dicembre 2017 alle 22:36 | 1 commenti

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Allego due foto interessanti di Porta Santa Croce datata 1381. La prima del 2008 mostra in primo piano la costruzione che nasconde le mura, le piante sul resto sono state segate, l'antico torrione dopo 15 anni di battaglie è ancora lì inagibile, inutilizzato, un cantiere senza fine. Ora sembra che l'ex officina, concessionaria, impresa commerciale, venga trasformata in una pasticceria o bar. È mai concepibile che davanti all'unico reperto medievale di Vicenza, possa esistere una "vetrina" trasformabile? Quanto ci sono costati i lavori sin d'ora eseguiti ma mai terminati? Come mai i nostri soloni culturali di destra e sinistra non elencano le cose prioritarie da farsi a cominciare proprio da queste?

Santa Croce con torrione inagibileQuanto ci sono costati i lavori sin d'ora eseguiti ma mai terminati? Come mai i nostri soloni culturali di Dx e Sx non elencano le cose prioritarie da farsi a cominciare proprio da queste? Come siamo messi con:
- ex Zambon quando finirà la bonifica? Chi controlla?
- Europarking di Via Cengio accanto alla Banca Popolare di Vicenza quando sarà utilizzato?
- Palazzo Repeta già Banca d'Italia?
- a quando il disinquinamento o bonifica del Parco Padre Uccelli di Via Bacchiglione?
Mi basta questo come programma per avere soddisfazione. Ma sembra che per quanto riguarda la conoscenza del territorio e dei quartieri da parte dei nostri candidati siamo... scarsi!


Commenti

Inviato Venerdi 8 Dicembre 2017 alle 06:57

E' stata la capacità di amministrare del Sindaco Variati e della sua Giunta che qualcuno, che ha votato il Vicesindaco, avrebbe voluto anche continuasse nel tempo.
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In Mercoledì 24 gennaio su Rai 1 Alberto Angela presenta il patrimonio Unesco di Vicenza

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.

Martedi 9 Gennaio alle 17:36 da kairos
In Diamanti con Variati fa fare una figuraccia al min. Dario Franceschini: l'Anac di Cantone accende i fari su Giovanni Villa, GdV prende lucciole per lanterne e Valmarana mente...

Venerdi 8 Dicembre 2017 alle 06:57 da kairos
In Porta Santa Croce: un edificio copre l'unico reperto medievale di Vicenza e il torrione è ancora inagibile. E le altre opere incompiute?
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