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Perfluorati, Cillsa informa la procura e scrive al sindaco di Arzignano

Di Marco Milioni Lunedi 19 Agosto 2013 alle 13:07 | 0 commenti

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«La notizia dell' inquinamento che investe una vasta area della nostra provincia ha destato grave allarme nella popolazione e senso di insicurezza alla luce dei gravi rischi cui vengono esposti i cittadini che utilizzano l'acqua degli acquedotti consortili». È questo uno dei passaggi chiave di una lunga lettera inviata dalla Cillsa di Arzignano e giunta oggi sulla scrivania del sindaco della città Giorgio Gentilin (Pdl): al centro del contendere c'è il caso dei perfluorati rispetto al quale si chiede chiarezza, a partire dalla pubblicità dei dati.

La Cillsa è una associazione arzignanese molto attiva in val Chiampo sulle tematiche della salute in rapporto ai luoghi di lavoro e alla sicurezza ambientale. In questo contesto il portavoce Giovanni Fazio, che come Gentilin è un medico, nella sua missiva al primo cittadino è stato molto chiaro: «Se è vero che la legge italiana non prevede alcun tetto alla presenza di prodotti perfluoroalchilici nell'acqua destinata ad uso potabile è anche vero che i rischi di gravissime patologie per chi fa uso di acque inquinate da tali prodotti è ampiamente documentato da decine di anni in tutta la pubblicistica scientifica, al punto da spingere il governo della Repubblica Federale Tedesca a porre un limite di 100 nanogrammi/litro per le acque potabili e lo stato del New Jersey di 40 nanogrammi litro».

La lettera cita una serie di studi scientifici che a giudizio di Fazio mettono in chiara evidenza la pericolosità (in considerevoli concentrazioni) dei perfluorati o pfaa in riferimento ad alcuni rischi tra i quali: «cancro del rene... del testicolo... alterazioni della tiroide... disfunzioni nel sistema immunitario dei bambini...». Sicché Fazio chiede senza indugio che l'amministrazione comunale arzignanese renda pubblici i dati sulle concentrazioni «in nanogrammi per litro». Ma chiede altresì che la giunta si attivi per sapere se tali sostanze siano state usate nei cicli della lavorazione della concia. «Per conoscenza abbiamo girato le nostre segnalazioni alla procura della repubblica - rimarca Fazio - perché in casi del genere la trasparenza deve essere massima».

Una querelle di sapore simile era andata in scena ad un tiro di schioppo da Arzignano, ovvero a Trissino, dove il consigliere Massimo Follesa (lista civica) ha protestato per non essere riuscito ad avere i dati sulla presenza dei pfaa nei pozzi che proprio a Trissino venivano usati per l'acquedotto pubblico e che ora il comune ha chiuso in via precauzionale.


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