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Lobby gay a Vicenza? L'Arcigay non ha nemmeno una sede

Di Piero Zanin Mercoledi 22 Febbraio 2017 alle 21:57 | 0 commenti

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Siamo un paese sotto assedio: ci sono gay ovunque. Sembra questa l'opinione comune di una parte di popolo rimasto indignato dopo lo scoop de "le Iene" di domenica sera. Un'idea corroborata da fatti, nomi, sensazioni; mica scherzi. Gay a Sanremo, gay in tv, travestiti con il vitalizio da parlamentare, tanta roba, abbastanza perchè l'ala meno "moderna" dell'opinione pubblica, quella spesso composta da veri e propri leoni da tastiera, possa urlare al complotto. A fornire la prova madre, dopo anni di speculazioni, ci avrebbe pensato la trasmissione di Mediaset: palazzo Chigi paga i festini, vere proprie orge tra uomini, tramite l'Unar. La lobby gay esiste ed è più massonica della massoneria stessa. Data per persa Roma, anche nella cattolica Vicenza c'è chi non si sente più sicuro di nulla.

Personaggi di spicco nella fu balena bianca si sono fatti avanti ufficializzando la loro omosessualità. Donne, lesbiche, poche, almeno tra le notabili, ma forse è perché gli organi del potere sono ancora per la maggioranza poco frequentati dall'altra metà del cielo.
E' omosessuale, dichiaratamente e orgogliosamente, anche il Consigliere di maggioranza Everardo Dal Maso le cui feste in piscina sono quasi leggendarie. Chissà che accade in quella casa? Chi la frequenta?' Si sono chiesti in molti. "Batte la lingua sul tamburo" cantava Fabrizio De Andrè, e così, di bocca in bocca durante la scorsa campagna elettorale anche altri "notabili" erano stati etichettati. Alzi la mano chi almeno una volta non ha sentito dare del gay al signor sindaco Achille Variati, al suo vice Jacopo Bulgarini D'Elci e ad altri membri, più o meno importanti delle istituzioni vicentine?
Sembra il caso di fare un'indagine. Qualcuno dopo la denuncia delle Iene, ci ha pensato per davvero, ma dimenticando l'arcobaleno vicentino. "Ci sono molti circoli affiliati Anddos (Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) anche in Veneto, i locali sono sparsi tra le province di Padova, Treviso, Venezia e Verona. Chiedo alle forze dell'ordine di verificare il tipo di attività che si svolge all'interno di questi ambienti", ha affermato in un comunicato Nicola Finco, Capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale del Veneto.
Possibile che l'associazione finita nello scandalo non abbia una sede in città, forse, la tesi della lobby gay vacilla?

Abbiamo allora chiesto agli interessati. Il nuovo presidente dell'Arcigay cittadina Thomas Tedesco è in accordo con quanto sempre sostenuto dal suo predecessore Mattia Stella: "Se c'è una lobby gay a Viceenza allora è davvero sfigata, sono anni che chiediamo una sede e ancora non l'abbiamo".


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