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Lo stile non è acqua, Italo Baldo "punge" Bulgarini: Napolitano non è il suo modello

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 4 Luglio 2013 alle 09:49 | 0 commenti

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Riceviamo da Italo Francesco Baldo e pubblichiamo.

In Italia il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha una storia politica importante e esemplare per le istituzioni. Da giovane, quando si iscrisse al Partito Comunista Italiano, allora retto da Palmiro Togliatti, certo pensava che le istituzioni della neonata Repubblica Italiana dovessero essere cambiate per una prospettiva che allora era quella dell'Unione Sovietica.

Il giovane Napolitano la difese anche in occasione dell'invasione dell'Ungheria, quando brutalmente la potenza rossa piegò con la repressione l'anelito alla libertà del popolo magiaro. I tempi sono, seppur lentamente, cambiati. Il Partito Comunista Italiano, iniziò, a partire dagli anni settanta del secolo scorso ad avvicinarsi alle istituzioni e cercare di prendervi parte. Il processo è stato lungo ma, dopo il fallimento del comunismo europeo, gli esponenti di quella ideologia hanno iniziato a partecipare attivamente. Emblema di questa partecipazione è stato Giorgio Napolitano il cui comportamento istituzionale è stato esente da pesanti critiche. Ha svolto i suoi compiti senza frammischiare l'ideologia con i compiti che doveva svolgere. Per questo egli è un esempio per tutti coloro che occupano cariche istituzionali. Agli ideologi qualche intemperanza può essere anche consentita, nei limiti della civiltà, della buona educazione, della tolleranza ecc. ma a coloro che hanno un incarico istituzionale NO. A Vicenza invece prima il Sindaco Variati che da istituzione critica altre istituzioni, la critica al Consiglio di Stato, ha fatto scuola. Un' istruzione ben compresa dal Vicesindaco in occasione dell'inaugurazione della base americana e del rispetto dovuto a tutte le altre istituzioni e soprattutto persone che sono state decorate con medaglia d'oro. Ora o il Vicesindaco ha agito di propria iniziativa e allora ha messo in cattiva luce la città comunque, nonostante che egli abbia diritto, come cittadino italiano, ad essere anche contro gli USA e la base militare. Oppure l'atteggiamento è stato concordato con il Sindaco. In questo caso l'atteggiamento è ancora più grave, perché avallato dalla massima carica istituzionale della città di Vicenza. E' purtroppo tipico di una certa mentalità quella di voler far prevalere la propria ideologia sulle istituzioni. E' ciò che la grande pensatrice H. Arendt chiama totalitarismo e che nel Novecento non ha dato certo buoni risultati, ma che fatica ancora ad uscire dai desideri di qualche esponente della politica. Una cosa è la propria adesione ad una ideologia, sempre permessa per via della libertà democratica che in Italia è stata restituita dal contributo degli USA e dei suoi Alleati e un'altra sono i compiti di coloro che occupano cariche istituzionali, che debbono onorare con gesti, atteggiamenti consoni per il loro valore. L'esempio di Giorgio Napolitano, ma anche di altri esponenti, deve far riflettere e di conseguenze far prendere le decisioni più opportune, perche lo stile, che deriva da conoscenze e buone consuetudini familiari e speriamo scolastiche, come diceva Leon Battista Alberti, non è acqua.


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