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L'ex cda di Ipab scrive a Zaia: stop al commissariamento o fallimento

Di Martina Lucchin Mercoledi 2 Luglio 2014 alle 15:30 | 0 commenti

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L'Ipab di Vicenza è una nave alla deriva. E il Presidente della Regione, che si appresta a nominare il nuovo assessore al servizio sociale, deve rendersene conto. Così l'ex Cda di Ipab Vicenza, commissariato nel 2013 da Remo Sernagiotto (ex assessore regionale attualmente eletto come eurodeputato), torna all'attacco mettendo nero su bianco il "rischio di fallimento" per l'Ipab di Vicenza. 

Gianni Rolando e i componenti del cda da lui presieduto, Daniele Bernardini, Vanna Santi, Gianni Cristofari e Giovanni Gozzi, ritengono infatti che "il commissariamento metta a rischio la sopravvivenza di Ipab" e considerano "il commissario Francesco Zantedeschi il vero naufragatore" dell'istituto. La fine del commissariamento, la realizzazione della casa di riposo a Laghetto, come previsto dall'Accordo di Programma, sono quindi le principali proposte che arrivano dall'ex cda.

Sotto accusa, come si legge nella lettera aperta rivolta al Consiglio, alla Giunta e al Presidente del Veneto Luca Zaia, vengono infatti messi "il raddoppio del mandato al commissario straordinario" autorizzato da Sernagiotto a maggio, la liceità dell'incarico attribuito a Zantedeschi ritenuto "contra legem" perché privo di laurea e la compatibilità del direttore generale, Biagio Ruscigno, "ex segretario comunale da tempo in pensione e da un anno beneficiante di un contratto retribuito mensilmente" con "una base di 4 mila euro". Una situazione destinata a peggiorare, secondo l'ex Cda, non solo per quanto riguarda il bilancio, ma anche per le rette e i posti letto. Sarebbero infatti 173 i posti letto non utilizzati su 666 - mentre i numeri dati da Zantedeschi riferiscono di 750 posti letto complessivi di cui il 10 per cento freddi - e che rischierebbero di essere ceduti dalla Regione. Le rette invece aumenterebbero dell'1,5 per cento nel biennio 2014-2016.

Rolando difende poi a tutto campo l'operato del suo cda tra il 2010 e il 2013, rispondendo alle accuse ritenute "diffamanti e non veritiere" del commissario e dell'ex assessore nella conferenza stampa della settimana scorsa. L'ex presidente fa riferimento alla riduzione dell'indebitamento ereditato, al taglio delle spese istituzionali, all'avvio dell'Accordo di Programma e al "rapporto di trasparenza e fiducia" con la cittadinanza. "È diventata una questione personale: non si vuole migliorare Ipab ma attaccare l'ex cda", considera infine Gianni Cristofari che conclude: "i motivi per cui siamo stati commissariati sono due: le mancate perizie sul patrimonio richieste dalla Regione che dopo un anno non sono ancora realizzate, e l'inserimento dei residui attivi nel bilancio come viene fatto però anche nel bilancio consultivo 2013. A quanto pare non erano così sbagliate le cose che abbiamo fatto".


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