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Il racconto di Goldin sulle sei sezioni tematiche della sera e i notturni dagli Egizi al Novecento

Di Citizen Writers Giovedi 25 Settembre 2014 alle 10:19 | 0 commenti

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di Cesare Pilan

E’ stata presentata nel Teatro Comunale (leggi qui nostro articolo sul "contorno") la nuova esposizione che si terrà nella Basilica Palladiana dal 24 dicembre 2014 al 2 giugno 2015 "Tutankhamon Caravaggio Van Gogh, la sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”. Dopo il crepuscolo, la notte si avvicina come una perdita dove il 'nostro essere percettivo, amputato dal suo mondo, delinea una spazialità senza cose’. E’ da queste parole tratte dalla riflessione della Fenomenologia della percezione di Maurice Merleau-Ponty, che si feconda l’idea della nuova esposizione articolata in 115 opere provenienti da musei e collezioni da tutto il mondo.

In questo evento Marco Goldin interpreta nel palco del Teatro con un monologo utilizzando un linguaggio diretto, scenografico e immediato le principali opere riprodotte sullo sfondo del Teatro che saranno esposte in Basilica Palladiana, descrivendone principalmente gli aspetti artistici e interpretativi del tema della notte nella storia dell’arte declinato secondo 6 caratteri tematici, ma non cronologici. In questo modo vengono accostate opere di epoche diverse ma che trattano il medesimo tema, per cui diventa interessante la lettura, le interpretazioni e le influenze, anche in secoli tanto lontani, che ne scaturiscono.

La prima sezione di apertura della esposizione è dedicata a ‘La notte segue il fiume. Gli Egizi e il lungo viaggio’, in cui vengono esposti una serie di ritratti egizi, da quello ritrovato nella piana del  Fayum dell’ epoca dell’ Egitto romano dove il volto rappresentato  è quello reale  con tutti i suoi affetti terreni, a ritroso le dinastie precedenti dove i volti hanno una espressione naturalistica si contrapongono i ritratti del Novecento di Francis Bacon e di Lopez Garcìa con la Donna addormentata dove è possibile intravederne l’ amore per la pittura degli Egizi e di Pompei, in cui la notte è intesa con un forte valore interiore e psicologico.

La seconda sezione (Figure sul limitare della vita. Da una finestra viene la notte), vede la notte come il contenitore di storie sacre di Cristo nella sera e nella notte rappresentate da Giorgione a Caravaggio, da Tiziano a El Greco, da Tintoretto a Poussin. Ogni artista dipinge la notte con luci e ombre che ne identificano un alto valore simbolico legato allo spirito, al corpo e alla natura. Così dalle diverse rappresentazioni di San Francesco ambientati nella notte, dai dipinti da Caravaggio, Orazio Gentileschi, El Greco e Zurbarán  si arriva alla introspettiva del pittore contemporaneo Zoran Music.

La terza sezione (Di lune e di stelle. E di tramonti prima. Il secolo della natura mentre viene sera), è dedicata alla pittura dell ‘Ottocento dove il gusto romantico viene rappresentato dai capolavori da Turner a Friedrich e da alcuni maestri americani (da Allston a Cole, da Church a Lane. Fino a Winslow Homee Andrew Wyeth).Il nottorno rappresentato dal sentimento romantico si mette a confronto con il realismo di fine Ottocento di Corot e Millet con il padre dell’ impressionismo tra i due secoli di Claude Monet alla crisi dell’ impressionismo di Van Gogh fino alla modernità di Mondrian e ai boschi imbiancati  di una notte senza luna di Munch.

La quarta sezione (Il bianco e il nero della notte. Una mano incide una lastra) rappresentata da 16 opere di capolavori di incisione di un artista del Seicento, Rembrandt, e uno del Settecento, Piranesi, con le note soffuse e astratte il primo e gli scorci scenografici e teatrali nel buio il secondo.

La quinta sezione (Sere e notti del Novecento. Il cielo e lo spirito) è dedicata ad alcune esperienze  in ambito astratto, da Rothko a Noland a Morris Louis in America, fino a De Staël in Europa.  Dove l notturno è visto come introspezione psicologica dell’uomo con la distruzione delle certezze dell’Ottocento e e dove non c’è più la fiducia di rappresentare le immagini reali. Lo spazio è tutto concentrato nello spazio interiore.

La sesta e ultima sezione (In queste sere e notti ci si perde. La mostra in una stanza),è una serie di capolavori dal ‘500 al ‘900 esposti in una stanza con tutti e quattro i lati si fondono con le luci serali e notturne di capolavori delle diversi periodi storici che  si contrappongono e fondono per dare il senso finale dell’ esposizione legata alla storia dell’ uomo con i dipintidi di Luca Giorndano assieme all’ unico notturno di Paul Cezanne ‘L’ omicidio’ , a Francis Becon al naturalismo di Gauguin, all’ astrattismo di Rothko al manierismo di Sebastiano da Piombino.

L’ esposizione termina con il dipinto notturno Strada con cipresso e stella di Van Gogh realizzato circa un mese prima della sua tragica morte. Nella notte di Van Gogh è possibile ammirare tutti gli incredibili colori che l’occhio umano è in grado di percepire, più del giorno con il sole pieno. Questi movimenti di colori e luci sono il ritratto dell’animo dell’artista, dove la notte spinge con forza il suo cuore lacerante e tumultuoso, in antitesi al limpido ritratto di Fayum di apertura della mostra.


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