Quotidiano | Categorie: Politica

La voce del padrone

Di Giorgio Langella Domenica 1 Giugno 2014 alle 23:44 | 0 commenti

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Qualche giorno fa la titolare del ministero dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha dichiarato: "Dobbiamo dire basta alla dilagante cultura anti-imprenditoriale. Basta alla criminalizzazione del profitto". Lo ha fatto durante il suo intervento all'assemblea di Confindustria, parlando, da ministro, ai suoi colleghi di vecchia data. È già abbastanza strano che un ministro della repubblica faccia tali affermazioni chiaramente di parte, ma è assolutamente bizzarro che qualcuno possa affermare che, in Italia, ci sia una dilagante cultura che tende a criminalizzare il profitto di “lorpadroni".

Di cosa si possono lamentare Federica Guidi e i suoi sodali di confindustria? Per decenni una parte degli imprenditori nostrani ha fatto quanto ha voluto. Delocalizzazioni senza freno, esportazione di capitali nei paradisi fiscali, speculazioni di ogni genere, mancati investimenti per la sicurezza delle fabbriche, licenziamenti, ricorso alla cassa integrazione anche quando non necessaria, evasione fiscale, corruzione … “lorpadroni” hanno usufruito di leggi fatte apposta per loro, dal falso in bilancio allo scudo fiscale.

 

E, adesso, ci dicono che, in Italia, sono stati discriminati perché volevano ricavare un qualche profitto dalla loro attività? Sostengono forse, questi “grandi capitalisti” nostrani abituati a ricevere finanziamenti pubblici senza dare nulla in cambio, di essere stati costretti da uno Stato ostile (magari “sovietico”) a corrompere, a delocalizzare, ad evadere le tasse, a esportare illecitamente i loro capitali dove guadagnavano di più? Ma quando mai.

 

Hanno sempre fatto quello che hanno voluto, ben sostenuti da governi compiacenti a partire da quelli di Berlusconi, per arrivare a quello “tecnico” di Monti e all'attuale presieduto da Renzi.

 

Ricordiamo la cancellazione del reato di falso in bilancio, la cancellazione di fatto dell'articolo 18, le norme e le leggi che hanno favorito e continuano ad aumentare i lavori precari e non garantiti, i finanziamenti statali per le varie “rottamazioni”, le decisioni governative di fare una vera patrimoniale sulle loro grandi ricchezze … ricordiamo la palese incapacità di “lorpadroni” nel risolvere i problemi del paese creati spesso dalla loro ingordigia.

 

La colpa, però, è sempre degli altri. In primo luogo di quello Stato che hanno contribuito a prosciugare e che è ridotto a spettatore del disastro grazie alle privatizzazioni selvagge che hanno favorito i loro guadagni. Ma non sono sazi, vogliono continuare a divorare tutto il possibile. Esigono sempre maggiori privatizzazioni e privilegi, supportati da un governo “molto attento” alle loro richieste.

 

Hanno un ministro dello sviluppo economico direttamente proveniente dalla loro categoria, un ministro del lavoro compiacente, presidenti di ENI e Poste Italiane che sono state ai vertici di confindustria, un presidente del consiglio che è abituato ad ascoltare la “voce del padrone”. E che si diverte con risatine e battute varie a far passare per modernità la solita vecchia storia che vede i più ricchi continuare ad arricchirsi (non a caso il 10% della popolazione italiana possiede quasi il 50% della ricchezza totale del paese) e lamentarsi di non poter fare i profitti che desiderano.

 

“Basta alla criminalizzazione del profitto” ci dice Federica Guidi. Forse intende promettere di depenalizzare altri reati fiscali, di diminuire le tasse ai più ricchi, di aumentare i loro privilegi? Il sospetto che nasce è del tutto legittimo.


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