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Ipab, le misure di Sernagiotto e Zantedeschi per ridurre il debito e gli attacchi all'ex Cda

Di Martina Lucchin Venerdi 27 Giugno 2014 alle 15:31 | 0 commenti

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A fianco del commissario straordinario Francesco Zantedeschi nella conferenza di questa mattina (venerdì 27 maggio) sulla situazione dell’Ipab Vicenza c’è Remo Sernagiotto, che veste per l’ultima volta i panni da assessore regionale al servizio sociale. “Alle 13 le mie dimissioni diventeranno effettive, ma non pensate di esservi liberati di me: vigilerò anche da europarlamentare", precisa l’ormai ex assessore eletto a Strasburgo nelle fila di Forza Italia.

Ad un anno dal commissariamento dell’Ipab, è dunque tempo di bilanci per il commissario incaricato dalla Regione e prorogato fino a maggio 2015.

“La situazione appare più complessa e pesante rispetto a quanto emerso nel corso delle verifiche della Direzione Attività Ispettiva e Vigilanza”, esordisce Zantedeschi che entra poi nei dettagli. Il conto consuntivo 2013 vede uno sbilanciamento della parte corrente inferiore a quella del 2012, 300 mila euro circa contro più di 600 mila, ma il costo delle rette (le più alte del Veneto), la fatiscenza delle strutture e il rapporto qualità-prezzo del servizio rendono l’Ipab di Vicenza poco attrattivo e l’unico distretto del Veneto con saldo negativo tra chi entra e chi esce. Il tasso di fuga di anziani non autosufficienti residenti a Vicenza che entrano nelle strutture dell’ente per poi cercare un’altra sistemazione in provincia è infatti del 50 per cento.

Una situazione che Zantedeschi sta affrontando attraverso una rivisitazione complessiva delle gare d’appalto per il servizio di pulizia delle strutture, la fornitura di prodotti per l’incontinenza e la gestione dei nuclei residenziali del S Camillo, che porterà ad un risparmio complessivo per l’esercizio 2015 di 719 mila euro.

Inoltre, il piano delle alienazioni patrimoniali avviato ad aprile ha visto 53 manifestazioni d’interesse su 18 dei 22 immobili, per cui a settembre si prevede di procedere con le aste pubbliche. E una parte dei 6 milioni che il commissario intende reperire in questo modo potrebbe rientrare nell’Accordo di Programma tra Ipab, Comune di Vicenza e Regione Veneto. Entro l’estate, infatti, è atteso il parere delle Regione sulla nuova linea operativa stabilita da Ipab e Comune.

Ma il vero oggetto del contendere oggi ha riguardato le gare d’appalto ed in particolare quella del S. Camillo, aggiudicato dalla cooperativa Bramasole (leggi qui), che desta dubbi sul fronte occupazionale.

“La gara non è stata condotta al massimo ribasso ma secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’assegnataria presenta il più alto tasso di stabilità del personale, garantisce contratti a tempo indeterminato, part time e programmazione dei turni. È stata fatta la scelta che maggiormente tutela i dipendenti oltre che il servizio”, spiega Zantedeschi sostenuto da Sernagiotto che si scaglia invece contro la passata gestione del presidente Giovanni Rolando e il sistema delle “gare d’appalto consolidate, cioè sempre alle stesse imprese rinnovate negli anni”.

“Perché il risparmio ottenuto quest’anno non è stato perseguito anche dall’ex presidente che continua ad accusarci di essere senza laurea? –tuona polemico Sernagiotto - Lo dico, sia io che Zantedeschi siamo senza laurea, ma nel 2015 porteremo all’iIpab un risparmio d 700 mila euro”.

E anche Zantedeschi, più volte attaccato dall’ex Cda (vedi qui) ha qualche sassolino dalla scarpa da togliersi: “lavoro tre giorni alla settimana, non due ore in una settimana come è stato detto, e sono sempre a disposizione. Ho uno stipendio netto di 1000 euro, più massimo 1000 euro di rimborsi mensili perché vengo da Verona: molto meno di quanto prendeva Rolando”. 


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