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Imu e sfratti, le rivendicazioni di Sunia, Sicet e Uniat di Vicenza

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 30 Ottobre 2013 alle 15:40 | 0 commenti

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Sunia, Sicet, Uniat di Vicenza - Positivo il fatto che si riconosca la necessità di affrontare il problema dell’enorme numero di sfratti per morosità, ma assolutamente insufficiente lo stanziamento. 100 milioni di euro ripartiti in due anni a partire dal 2014, oltre ad essere irrisorio, rimanda ai prossimi anni un intervento che invece dovrebbe essere immediato. Concentrare le risorse nel 2013 e portarle almeno a 300 milioni di euro è il minimo indispensabile per affrontare la situazione.

Per diminuire il numero degli sfratti per morosità bisogna abbassare gli affitti! Per questo Sunia, Sicet, Uniat chiedono di abolire la cedolare secca sui contratti liberi il cui unico risultato è stato quello di regalare dai 500 agli 800 milioni di euro ai proprietari più ricchi, e mantenerla solo per i contratti concordati con l’obiettivo di aumentarne il numero e quindi contenere il livello complessivo degli affitti. Inoltre le risorse recuperate possono essere destinate al fondo sociale e a quello per le morosità incolpevoli.

Una parte importante di risorse può e deve derivare dal contrasto all’evasione nel settore delle locazioni. Circa 3 miliardi all’anno sfuggono al fisco, risorse che potrebbero essere destinate ad un grande programma di edilizia popolare centrato sul recupero e la riqualificazione dell’esistente. Oltre all’intensificazione dei controlli è necessario introdurre due misure: la tracciabilità dei pagamento degli affitti e la detraibilità dei canoni pagati dal reddito degli inquilini. 

I quartieri popolari hanno bisogno di essere riqualificati. Ridurre le disponibilità economiche degli Enti di gestione attraverso l’Imu è un errore perché impedisce anche la manutenzione ordinaria. 

Per abolire l’Imu anche ai proprietari di abitazioni di lusso, si vorrebbe far pagare la futura tassa sui servizi, che dovrebbe sostituire l’Imu, agli inquilini. È una ipotesi inaccettabile perché scaricherebbe sulle spalle dei più deboli le conseguenze di una scelta profondamente sbagliata.

Governo e Parlamento devono abbandonare questa strada se non vogliono rendersi responsabili di un ulteriore ed ingovernabile aumento delle famiglie con sfratto per morosità.

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