Quotidiano | Categorie: Politica

Il video di Report su Flavio Tosi: possibile scioglimento per mafia del Comune di Verona

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Mercoledi 9 Aprile 2014 alle 01:55 | 0 commenti

ArticleImage

 

Sull'inchiesta presentata domenica 7 aprile su Report, la rubrica di Milena Gabanelli che su Rai 3 ieri, nonostante la "querela preventiva" del sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha dato il via libera al servizio denuncia di mezzora di Sigfrido Ranucci (che VicenzaPiu.Tv vi propone in versione originale cliccando qui, oltre alla programmazione in streaming su www.vicenzapiu.tv ) è spontaneo fare un commento.

Eccolo: come è indegnamente "normale", e costoso, per la stampa indipendente (e VicenzaPiù ne sa qualcosa ...), di querele fino ad oggi Report, il faro della tv libera, ne ha ricevute in quantità e anche con pesantissime richieste di danni ma ne è sempre uscito vincente.

Non sappiamo, anche se abbiamo motivo per crederlo, se saranno inconfutabili anche questa volte le rivelazioni di Report sul "sistema Tosi", sindaco di Verona che da tempo ha stretto alleanze politicamente con il collega di Vicenza, Achille Variati, ed operativamente con le aziende pubbliche del gruppo Aim e con Acque Vicentine.

Flavio Tosi e la moglie Stefania VillanovaCosì come non sappiamo, anche se sono avvalorate da interviste di chi ci ha messo la faccia, se saranno comprovate alcune accuse che riguardano anche la vistosa moglie Stefania Villanova, attiva e visibile nella nostra città e provincia in molti eventi in prevalenza sportivi, tra cui ultimamente la promozione della tappa del Giro d'Italia e del futuro della gara nel Vicentino. Spesso accanto all'Assessore allo sport, Umberto Nicolai, oltre che ad alcuni discussi personaggi vicentini, come in passato avemmo a rilevare su VicenzaPiù e sui quali ci siamo permessi, legittimamente ... inascoltati, di metterla personalmente sull'avviso.

Non siamo noi, quindi, nè a sapere nè a certificare se tutto quanto ha denunciato il collega Sigfrido Ranucci abbia i sigilli del vero e del certo, aggiungendo documentazione specifica ai nostri passati dubbi, ma mai Milena Gabanelli e la sua trasmissione sono state smentite dai fatti. Finora.

E spesso le sue denunce hanno avuto effetti pesanti, così come sembra stia per avvenire per quelle di domenica 7, visto che Alberto Giorgetti, parlamentare veronese di centro destra ex Pdl e ora NCD, si è già rivolto al prefetto* per un eventuale scioglimento per mafia del Comune di Verona, e che Antonio Borghesi, ex presidente della Provincia di Verona, ha invitato la procura** ad indagare sui legami con la 'ndrangheta dei personaggi coinvolti da Report con le sue chiare accuse.

Nel frattempo siamo sicuri che Achile Variati e Umberto Nicolai, loro soprattutto come rappresentanti di Vicenza, sapranno verificare subito se le "vicinanze" con Flavio Tosi e con Stefania Villanova Tosi possano nascondere qualche sorpresa negativa per gli interessi pubblici della città e per la sua immagne.

Sempre che, lo ripetiamo, le accuse di Report trovino significativi riscontri e abbiano esiti negativi, legali o di opportunità di rapporti che siano, per il sindaco di Verona, prossimo candidato alle europee (?), e per la moglie, che ricopre posizioni di spicco nella sanità veneta.

 

*Report-Tosi, chiesto al prefetto lo scioglimento per mafia
Presentata una richiesta formale di accertamenti sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Verona
di Sigfrido Ranucci (collaborazione di Giorgio Mottola) da CorrieredellaSera.it

Dopo la puntata di Report di ieri sera (domenica 7 aprile, ndr), è stata presentata al prefetto di Verona una richiesta formale di accertamenti sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Verona. A chiederla è stato un parlamentare veronese di centrodestra, Alberto Giorgetti. Qualora l'indagine dovesse accertare le infiltrazioni, il Comune di Verona potrebbe essere sciolto per mafia. "Se le cose dette da Report sono vere - ha dichiarato Giorgetti - ci sarebbe un collegamento diretto tra la ‘ndrangheta e assessori o eletti appartenenti alla maggioranza di Flavio Tosi per cui, secondo l'attuale normativa antimafia, sussisterebbero automaticamente i presupposti per lo scioglimento". Nel corso dell'inchiesta di Report è emerso il ruolo di alcune famiglie di costruttori calabresi trapiantanti a Verona e molto vicini a esponenti di primo piano dell'amministrazione Tosi. In particolare il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura ha per la prima volta rivelato di aver partecipato alcuni anni fa a un summit in cui erano presenti boss della ndrangheta calabrese e rappresentanti di una famiglia di costruttori veronesi.

 

 

**Flavio Tosi, Report e la Gabanelli, Katia Forte e il clan dei calabresi a Verona
Di Antonio Borghesi ex presidente della Provincia di Verona ed ex deputato di IdV oltre che Vice Presidente del Gruppo Parlamentare Idv
La vita privata di Flavio Tosi non mi interessa. Quello che fa nella sua intimità neppure, a condizione che ciò che fa non lo renda ricattabile. Chi ricopre incarichi pubblici non può essere ricattabile. Come è noto Tosi ha cercato di evitare che ieri Report andasse in onda, depositando alla Procura della Repubblica alcuni filmati e presentando una querela "preventiva".
Milena Gabanelli ha deciso di mandare in onda ugualmente la trasmissione chiedendosi in particolare come mai Tosi abbia depositato in Procura solo parte delle registrazioni. Come scrive il quotidiano di Verona, L'Arena: "Ne esce un quadro a tinte fosche della città tra presunti faccendieri, giri di finanziamenti politici, amicizie opache, rapporti «border line» con ambienti delle famiglie calabresi ma restano tutte da dimostrare sia le prove concrete sia l'esistenza dei fantomatici filmini o foto compromettenti per il sindaco."
Ieri abbiamo visto le registrazioni integrali e ciò che abbiamo visto è sufficiente a dire che un "sistema Tosi" esiste a Verona e che siamo in presenza di molte cose da chiarire sulla gestione della città. Mi aspetto che ora il Procuratore della Repubblica interroghi immediatamente le persone coinvolte ed in particolare Massimo Giacobbo e Sergio Borsato, le cui dichiarazioni sono gravissime.
Nei filmati si è visto anche Tosi in Calabria, in una riunione conviviale per la ricerca di sostegno alla sua Fondazione "Ricostruiamo il Paese": a quella cena, seduto accanto a Tosi, vi era, tra gli altri, il Presidente della Provincia di Crotone Stanislao Zurlo (indagato per voto di scambio per collusione con il boss Vrenna), Katia Forte e un tale Raffaele Vrenna. Nel filmato si sente nitidamente Katia Forte omaggiare e ringraziare Raffaele Vrenna.
Per chi volesse conoscere qualche cosa di più della cosca Vrenna, basta cliccare qui dove si evidenziano le infiltrazioni della ndrangheta in Provincia di Crotone, così come approvate dal rapporto della "Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle Attività Illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti in Calabria" svoltasi nella scorsa legislatura.
Quanto a Katia Forte, consigliere comunale di Verona, figlia di Giovanni Forte Pompei, "imprenditore" calabrese trapiantato a Verona e che operava nel settore degli appalti pubblici delle "pulizie", i cui trascorsi giudiziari sono ben noti ai veronesi, posso solo ricordare un episodio di molti anni per dimostrare la contiguità di vita e di relazione di questi personaggi alla malavita organizzata calabrese. La signora Forte è anche la compagna di un noto ex deputato di Forza Italia.
Ero presidente della Provincia di Verona ed un certo giorno del 1996 o 1997 ricevetti una telefonata dalla signora Forte, la quale mi chiese la disponibilità della sala di rappresentanza della Provincia (la "Sala Rossa") per la presentazione di una nuova iniziativa imprenditoriale a Verona di un imprenditore calabrese del settore della gioielleria. Chiese anche la mia presenza poiché avrebbe partecipato il presidente della Provincia di Crotone. Sul momento non ravvisai motivi ostativi e concessi la sala. Ovviamente ero a conoscenza delle vicende giudiziarie del padre, ma penso sempre che "le colpe dei padri non devono ricadere sui figli". Qualche giorno prima dell'evento mi venne tuttavia segnalato che l'imprenditore in questione aveva già subito in Calabria una condanna per collusione con la criminalità organizzata. Non ebbi alcun dubbio nel decidere immediatamente che non avrei partecipato a quella presentazione. Lo comunicai alla signora Forte ed anche al mio collega presidente della Provincia di Crotone, che decise che lui anche avrebbe rinunciato all'invito. Ciononostante la cerimonia si svolse ugualmente senza presenza di alcuna autorità politica.
E' evidente che in questi anni la continuità di quella signora con personaggi discutibili sia proseguita, ma quello che stupisce è che il sindaco Tosi abbia certe frequentazioni. Un uomo che riveste un incarico pubblico dovrebbe evitarle.
Credo che a questo punto farebbe anche bene a trarne le dovute conseguenze. Non è ammissibile che il sindaco di Verona ceni con soggetto che l'antimafia dichiara "border line".
La prima elezione di Tosi fu salutata come il rinnovamento. Negli anni della sua gestione la città non solo non è migliorata ma i suoi cittadini sono stati fortemente depauperati della sua ricchezza, attraverso il disastro degli uomini messi a governare le partecipate (aeroporto, autostrada "Serenissima", ecc.) e con operazioni di finanza creativa molto discutibili, volte a trasferire risorse al Comune, utilizzando cassa e patrimonio dei veronesi e non del sindaco.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Mercoledi 19 Dicembre 2018 alle 07:01 da kairos
In Mostra al Chiericati, Caterina Soprana (Commissione Cultura) risponde ai giovani del Pd: "realizzata a costo zero per il Comune"

Domenica 2 Dicembre 2018 alle 17:35 da Kaiser
In Mostre e eventi: due diverse concezioni non confrontabili ovunque e anche a Vicenza
Gli altri siti del nostro network