Quotidiano | Categorie: Politica, Diritti umani, Vita gay vicentina

"Ero gay", Cioni: per FdI An invito dei gay a giunta di Schio suona come una intimidazione

Di Edoardo Pepe Mercoledi 20 Agosto 2014 alle 16:52 | 0 commenti

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Alex Cioni, responsabile Fdi-An Alto Vicentino, all'invito di Arcigay e di altre associazioni, tra cui il centro sociale Arcadia, che domenicxa scorsa hanno organizzato un flash mob contro l'omofobia e che poi hanno chiesto al sindaco di Schio di organizzare un "evento confronto" sulle questioni aperte dall'intervento nello stesso giorno di Luca di Tolve, autore di "Ero gay", al meeting dei giovani, così risponde in una nota: «l'invito suona come una intimidazione che se dipendesse da me rispedirei al mittente»

Alex Cioni, nel sottolineare di aver partecipato all'incontro promosso dal Meeting dei giovani con Luca Di Tolve, racconta di aver assistito «al di là della condivisione o meno delle parole espresse dall'autore del libro, alla classica sceneggiata di un gruppetto di individui poco inclini al confronto perché guidati da una verità e da convinzioni che li pone come consuetudine in modo aggressivo contro chi non la pensa come loro».
Secondo l'esponente di FdI-An «non ha il sapore di una proposta su cui si può ragionare ma il tono di una minaccia la richiesta indirizzata dall'Arcigay al Sindaco e alla sua Giunta di prendere una posizione» su "quanto di fallace e oltraggioso" domenica scorsa sarebbe stato detto davanti a centinaia di persone e in assenza di un vero contraddittorio  chiedendo altresì al Comune di "patrocinare nei prossimi mesi un evento capace di affrontare in maniera approfondita e laica il tema dell'orientamento sessuale".
Alex Cioni chiude la nota ribadendo quanto sostenuto nei giorni scorsi: «Quelli dell'Arcigay e i loro supportes di Arcadia hanno qualche difficoltà ad accettare che oltre ai loro diritti possano sussistere anche quelli degli altri, tra cui quella di una persona che si è limitata a raccontare la sua esperienza di vita e le ragioni che l'hanno portata a cambiare radicalmente il suo rapporto con il sesso, l'amore e con Dio. Non condividere i dogmi della Chiesa cattolica è legittimo, ma ciò non può comportare la libertà di aggredire, come continuano a fare questi gruppi, chi invece li ha sposati ritrovando un proprio cammino teso ad abbracciare Dio e con esso una visione spirituale della vita».


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