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Garbin a Variati: nuovo cemento e Protezione civile, Vicenza riassuma un ruolo in Veneto

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 16 Giugno 2013 alle 12:48 | 0 commenti

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Riceviamo da Chiara Garbin e pubblichiamo.

Premessa rispetto alla riflessione che allego di seguito*.

Oramai da qualche anno sono promotrice della realizzazione del Centro Polifunzionale di Protezione Civile. Tale iniziativa non nasce come contrapposizione a qualcuno o qualcosa, ma da una vera esigenza territoriale. Questa idee è frutto di esperienze vissute in prima persona sia in Abruzzo e sia per l'alluvione del Veneto (in quanto funzionario di Protezione Civile della Provincia di Vicenza), portato avanti tramite l'Associazione Popolari Europei.

Ora mi sono permessa di fare delle ulteriori riflessioni alla luce delle evoluzioni e future modifiche istituzionali degli enti locali.
Nella speranza poter sollecitare una riflessione e discussione pubblica (Ente Locale - Cittadinanza) su quali veri investimenti dovremo puntare per il nostro futuro, di seguito la mia riflessione.
Chiara Garbin

 

Meno slogan e più fatti. Coerenza e Strategia nelle compensazioni
Dai giornali si apprende che la giunta Variati sta per approvare ben 14 nuovi progetti, alcuni recuperano i vecchi PIRUEA (riqualificazione aree dismesse) proposti nel secondo mandato Hüllweck e allora molto osteggiati dalla sinistra. Il principio è lo stesso, rendo possibile il cambio d'uso a residenziale di vecchi stabili produttivi o concedo nuova edificazione in cambio di opere pubbliche e la riqualificazione di alcune aree. 
Bene se a compensazione del maggior valore concesso al privato queste iniziative sono un reale vantaggio per il Comune, cioè tutti Noi, valutando zona per zona costi e benefici per la collettività,
Mi chiedo se l'utilità pubblica vale per giustificare progetti che creano un impatto ambientale pari a circa 800 appartamenti da 100 mq perché non applicare lo stesso principio per approvare e realizzare un Centro Polifunzionale di Protezione Civile?
La tangenziale a nord di Vicenza è e rimane la compensazione principale perché necessaria e improrogabile per la viabilità di accesso alla base americana ma è una infrastruttura che la città aspetta da oltre 30 anni e serve a tutto l'hinterland e la provincia.
Si può chiedere al Governo Letta un contributo per il Centro Polifunzionale quale ulteriore e giusta compensazione per l'impatto ambientale e soprattutto idrogeologico per la realizzazione della caserma Del Din.
La struttura, ipotizzata per circa 20.000 mq, da realizzare con tutte le tecniche di minor impatto ambientale e di consumi energetici, può dare una sede ottimale per il Suem 118, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, il volontariato, il Consorzio di Bonifica, il Genio Civile, la Forestale, deposito mezzi operativi, ecc... Queste realtà dell'Emergenza opportunamente coordinate con una unica sede logistica ed operativa servono tutta la Provincia e oltre.
Questa struttura potrà dare risposte alla nostra società, per l'aspetto sanitario, per la tutela, pianificazione e sviluppo della sicurezza del territorio.
Le strutture esistenti a Laghetto potrebbero essere destinate all'IPAB per un centro di assistenza per anziani, ambienti di socializzazione per i giovani, sedi di tante associazioni ...in una parola al servizio della Città. Se venisse realizzato lì il Polo della Prevenzione ipotizzato, visti gli spazi limitati, sarebbe dedicato solo a Vicenza, da realizzare con ingenti spese di ristrutturazione o meglio di demolizione e ricostruzione. E con quali soldi?
Basta demagogia di parte sull'esigenza di fare un immenso Parco verde della Pace. Siamo realisti e ragioniamo per un uso di una parte del Parco per fare anche un vero ed efficace Polo della Prevenzione per la sicurezza e la tutela del nostro territorio.
Una domanda al nostro Sindaco Variati.
Se nel Veneto come si prospetta, saranno realizzate le due grandi città metropolitane, a queste verranno attribuite funzioni fondamentali comprese molte delle attuali competenze provinciali.
La città metropolitana, dopo l'abolizione delle province, avrà funzioni cruciali e in misura crescente, per lo sviluppo economico, sociale e civile.
Investire nel Centro Polifunzionale della Protezione Civile può far assegnare alla nostra Città funzioni strategiche nella pianificazione dell'Emergenza regionale
Decidiamo se vogliamo restare una cittadina periferia dell'egemonia veronese o veneziana o diventare Polo di eccellenza. Ci vuole una politica strategica che investa sulla Città quale reale polo di traino e sviluppo di tutto il territorio vicentino.
Ora servono più fatti e meno slogan.

Chiara Garbin

 

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Come postilla non direttamente collegata con la relazione precedente ecco due incisi per inquadrare meglio situazioni e prospettive:
• il primo riguarda i finanziamenti europei
• il secondo un passaggio della Legge 100/2012 "Riordino Protezione Civile"

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Meccanismo europeo per la protezione civile 2014-2020
Finanziamento:
La dotazione finanziaria prevista: 455 milioni di euro di cui:
• 245 milioni di euro - per attività di protezione civile interna
• 210 milioni di euro - per attività di Capacità di risposta europea alle emergenze
Durata:
2014-2020

Azioni:
Il futuro strumento finanziario fornirà un sostegno a:
• attività pertinenti ai diversi aspetti del ciclo di gestione delle catastrofi
• una migliore preparazione a far fronte alle catastrofi
• azioni innovative per la riduzione del rischio di catastrofi
Ossia una risposta più coerente e meglio integrata nelle emergenze.
Lo strumento riveduto rafforzerà e potenzierà la capacità di gestione delle catastrofi dell'UE mediante il passaggio a sistemi prevedibili e pianificati in anticipo.

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Nella Legge 100/2012 "Riordino Protezione Civile" questa tra l'altro prevede:

Piani e programmi territoriali. I piani e i programmi di gestione, tutela e risanamento del territorio devono essere coordinati con i piani di emergenza di protezione civile, con particolare riferimento ai piani di emergenza comunali e ai piani regionali di protezione civile. La modifica di questo comma ribalta la precedente impostazione che prevedeva che fossero le attività di protezione civile a doversi armonizzare con i programmi territoriali.


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