Quotidiano |

Autovelox, multe per alcuni ma affare per altri: nel Vicentino ce ne sono 120, ciechi

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Lunedi 9 Giugno 2014 alle 09:46 | 0 commenti

ArticleImage

Gli autovelox sono un tormentone incredibile su cui le nostre autorità si stanno giocando ulteriormente la loro già compromessa credibilità. Da una parte ci sono le amministrazioni comunali che sistematicamente inventano modi "per far cassa", disseminando il territorio di autovelox (e non solo) che moltissimi giudici riconoscono illeciti, dall'altra c'è il ministero dei Trasporti che ce la mette tutta per alimentare confusione, se non vere e proprie violazioni di legge (da parte dei Comuni come dei cittadini).

Il nuovo caso sono le circolari - nn. 1638 e 1870, rispettivamente dell'8 e del 18 aprile- che danno legittimità a quegli scatolotti vuoti che alcuni Comuni usano facendo finta che dentro ci sia una vera macchinetta autovelox e a scopo, si suppone, di prevenzione visto che le multe sono statisticamente improbabili. A Vicenza e provincia sarebbero 120 circa i dispositivi installati ma solo due o tre sarebbero funzionanti. A turno. Non è che dietro l'acquisto di autovelox improduttivi, perché dotati solo a rotazione delle relative macchine fotografiche, si nasconde un altro affare per pochi a spese di tutti?
Le circolari dicono che, perché questi scatolotti vuoti siano legittimi, è sufficiente che ogni tanto vengano usati con dentro una vera macchinetta autovelox e che i cartelli che li preannunciano non mostrino marchi che trasformino il segnale in pubblicità.
Ma lo scorso 19 marzo il Capo di Gabinetto del ministro Maurizio Lupi scriveva al presidente dell'Anci, Piero Fassino, perché desse "ampia diffusione" ad un parere da lui diffuso (forte di nove risposte a richieste di forze di polizia, Comuni e associazioni di consumatori, dal 2010 al 2014) in merito: i finti autovelox "non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada" e pertanto "non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione"; inoltre potrebbero rappresentare un pericolo poiché "la loro eventuale dislocazione a bordo strada dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata".
A seguire, lo scorso 26 marzo, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, sul suo blog, in seguito ad alcune polemiche mediatiche, aveva scritto che "gli autovelox finti non possono essere comprati e installati dai Comuni. La limitazione alla velocità è prevista con appositi cartelli, previsti a livello europeo. Quei Comuni che stanno utilizzando questi finti autovelox se ne assumono la responsabilità".
E allora, cosa dobbiamo fare? Continuare a far sì che siano sempre i giudici e la loro giurisprudenza a disciplinare i comportamenti da seguire per la sicurezza stradale, con conseguente intasamento dei tribunali? Con, nel contempo, ovviamente, Comuni che ne approfittano "facendo cassa", e cittadini e diritto vittime di Comuni, Amministrazione centrale e norme insufficienti?


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Mercoledi 19 Dicembre 2018 alle 07:01 da kairos
In Mostra al Chiericati, Caterina Soprana (Commissione Cultura) risponde ai giovani del Pd: "realizzata a costo zero per il Comune"

Domenica 2 Dicembre 2018 alle 17:35 da Kaiser
In Mostre e eventi: due diverse concezioni non confrontabili ovunque e anche a Vicenza
Gli altri siti del nostro network