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Caso vigili di Roma, Raimondo: sindacato recuperi valori e dg cambino. Anche a Vicenza

Di Citizen Writers Martedi 6 Gennaio 2015 alle 15:30 | 1 commenti

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Egregio Direttore, nel disapprovare inequivocabilmente la forma di protesta di Vigili di ROMA Capitale, svoltasi tra fine anno 2014 e inizio anno 2015, debbo ricordare che parte di responsabilità la portano anche i Governi i quali da anni ha deciso di far pagare una parte in più per la crisi, al settore del pubblico impiego.

Troppo facile e insidioso, quando l'inaccettabile blocco del rinnovo del contratto dura da anni! Ma come fanno a sostenere la famiglia i dipendenti del pubblico impiego, se per anni e anni gli viene negato il rinnovo contratto?"
Ciò detto, invece che cavalcare il grave fatto per punire l'insieme del pubblico impiego come certi ministri farebbero intendere, è opportuno che da parte delle organizzazioni sindacali ‘tutte', via sia uno sforzo sul piano del recupero dei valori che ci tengono uniti nel cosiddetto consorzio umano, ma in un più adeguato equilibrio tra doveri e diritti delle persone, pena il graduale imbarbarimento della società. La via del recupero culturale sui diritti legittima i sindacati i quali, con il loro silenzio, evidenziano un comportamento che lascia perlomeno perplessi.
L'inaccettabile forma di protesta di vigili di Roma Capitale, o di addetti alla conduzione dei bus di Bari o di operatori ecologici di Napoli o altrove, sa di ricatto alle comunità, e parimenti agevola chi vuol privatizzare tutto perché incapace di gestire rapporti industriali civili, come evidenziano certe direzioni di enti o ex municipalizzate (anche a Vicenza, ndr).
Lo sciopero nei servizi pubblici è uno strumento molto delicato, da usarsi con molta attenzione altrimenti si ritorce contro chi lo effettua, come nel caso di vigili di Roma Capitale i quali, alcuni, forse, erano alla ricerca della spallata per il rinnovo del Contratto di Lavoro. Dico forse perchè le motivazioni di tante assenze, per ora non si conoscono.

Credo che mai si debba arrivare a situazioni come quelle sopra citate. Ad ogni uno le ‘sue' responsabilità a partire dai tanti e forse troppi dirigenti di enti e aziende pubbliche. Credo che siano anche maturi i tempi per superare le situazioni di incarichi temporali troppo lunghi, anche a Vicenza, perché alla fine non giovano alle comunità. Cambiano i sindaci dopo due mandati consecutivi, e perché non cambiare i direttori generali degli enti e delle ex municipalizzate dopo due mandati amministrativi, onde evitare il rischio che a ‘governare' siano i direttori generali?
Nel ricordare che per i lavoratori dei settori dei servizi pubblici essenziali esiste da anni una legge che regolamenta l'esercizio del diritto di sciopero, a mio personale avviso basta estendere chiaramente questa legge anche a tutti quelli che sono addetti a servizi pubblici indispensabili, assicurati dal sistema del cosiddetto pubblico impiego.
Ricordo che i prefetti, a fronte di certe forme di protesta, mi pare abbiano la facoltà di precettare anche durante la stessa protesta, se questa pregiudica la continuità dei servizi essenziali come la sicurezza dei cittadini; "il dipendente che non ci sta cambi pure mestiere; tante altre persone sono disponibili a sostituirlo!"
In ogni modo, chi a Roma, o a Bari, o a Napoli o altrove, fosse accertato che ha fatto il furbo, questi va sicuramente sanzionato!

Giuliano Raimondo


Commenti

Inviato Martedi 6 Gennaio 2015 alle 20:09

Ci risiamo con le solite sinfonie dei servizi pubblici indispensabili o meno. Una pagina per non dire niente, proporre ancora meno. Invece di cambiare i direttori generali che stanno lì troppo tempo, sarebbe più utile non nominarli. A Roma, la mancanza della Polizia Locale (Roma Capitale) non si è nemmeno notata! Nessuno parla più di merito, di competenze, di fedeltà per il lavoro. Chi non si presenta al lavoro, senza giustificato motivo deve essere messo fuori. Chi esce dall'Ufficio per andare a fare la spesa, senza permesso, deve essere messo fuori. Il resto sono ciacole. Il Sindacato, non deve proteggere i lavoratori disonesti, ma il LAVORO. Ma quali sanzioni? Devono alzare i tacchi, prima di un calcio nel culo. Se pensiamo come alcune indennità, vengono elargite ai lavoratori direttamente dai Sindacati che coprono uffici dirigenzaili (vedi Ipab), non mi sorprende più di come vanno le cose. Mala tempora currunt.
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