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Jacopo Bulgarini risponde a Francesco Rucco e Liliana Zaltron e smentisce Achille Variati: il prof. Giovanni Villa è indicato dal Comune di Vicenza nel cda della Fondazione Roi

Di Monica Zoppelletto Giovedi 27 Aprile 2017 alle 21:55 | 1 commenti

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Sul professore Giovanni Carlo Federico Villa, ora, almeno ufficialmente, volontario pur di rimanere nel Cda Roi, l'Università di Bergamo ha acceso un faro dopo la nostra "denuncia", riportata nel nostro nuovo libro "Roi. La Fondazione demolita",  riassunta sotto il titolo «Fondazione Roi di ex pres. Zonin, Università di Bergamo ci risponde: non sa di pagamenti a prof. Giovanni Villa tramite sua Didakè sas e sta procedendo ad "approfondite verifiche per conseguenti ed eventuali provvedimenti"». Ma i fari non sono solo quelli bergamaschi perchè sul "professore associato a tempo pieno", di cui l'ateneo bergamasco ignorava l'incarico retribuito con 30.000 euro, ma mai autorizzato, ricevuto da metà 2015 per un anno dalla Fondazione Roi targata Gianni Zonin,  sono stati ufficializzati vari... dubbi da Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle e da Francesco Rucco, capogruppo di Idea Vicenza.

I due consiglieri comunali, da tempo attivi su questo tema, hanno, infatti, presentato delle interrogazioni che nel consiglio comunale di oggi hanno avuto delle risposte da Jacopo Bulgrani d'Elci, il vice sindaco e assessore alla crescita, competente anche per il settore cultura da cui dipende anche il Museo Chiericati (nella foto un momento della seduta odierna in Sala Bernarda)

Rispondendo a Rucco il vice di Variati ha sottolineato che «il prof. Villa è stato nominato direttore onorario del Museo e indicato dall'amministrazione comunale come delegato del Comune di Vicenza nel Cda della Fondazione Roi in ragione della sua esperrienza scientifica..."  in ciò contraddicendo nettamente quanto sempre affermato da Achille Variati sulla "non designazione volontaria" di Villa come rappresentante del Comune in quel Cda di cui il professore sotto "verifica" a Bergamo avrebbe solo fatto parte in virtù dello statuto della Fondazione che prevede la cooptazione del direttore, sì, ma "pro tempore" tout court e mai "tecnico" o "scientifico" o "onoraio" che dir si voglia.

«È falso dire che i quadri di Palazzo Chiericati siano andati ad altre sedi gratis - ha proseguito Bulgarini -, visto che abbiamo ricavato qualcosa. Nel dettaglio 121 mila euro con la Fondazione di Credito Bergamasco che abbiamo usato per restauri, mentre con una mostra a Venezia sono stati ricavati 18 mila euro utilizzati anche questi per restauri. La mostra a San Secondo di Pinerolo (Torino) (ha prodotto 30 mila euro che useremo in futuro e anticipo che la mostra in Croazia ci porterà 25 mila euro. In totale 192 mila euro che in un anno sono arrivati al Chiericati mentre nulla è andato al professor Villa, tutto, ripeto, è arrivato nelle casse del Comune" dimenticando nella sua elencazione di ricordare che la mostra torinese, quella sotto specifico esame, ha avuto il prof. Villa come, interessato?, curatore.
Francesco Rucco, dopo aver ascoltato, ha, ovviamente, replicato: "Nessuno vuole offendere il professor Villa, apprendiamo la notizia dagli organi di stampa. Questa maggioranza ha scelto di affidare a Villa la direzione scientifica dei musei civici ma c'è uno statuto voluto da Roi, che prevede che il direttore dei musei civici ricopra di diritto il ruolo di membro del Cda della Roi. Voi invece avete scelto Villa al posto della dottoressa Loretta Simoni, che invece ne ha titolo, per una questione politica".
A Liliana Zaltron, che ha chiesto invece tutta la documentazione su Villa e sulla convenzione fantasma con l'Ateneo bergamasco, Bulgarini ha risposto: "La rescissione della convenzione con l'università di Bergamo è stata fatta quando divenne certo che la Roi sarebbe subentrata senza i 40 mila euro per il Comune di Vicenza. Villa non ha voluto il rinnovo con la Fondazione Roi. Suggerisco, quando si ha la fortuna di avere una figura come quella del professore, di non buttarla in politica".

La pentastellata ha subito osservato: "La mia attenzione sulla convenzione risale al 2013 a causa delle modalità che non condividevo. C'era troppa fretta e la convenzione è stata portata in commissione poco prima del Consiglio Comunale. Sembrava si rischiasse di far naufragare tutto se si aspettava un po'. Le modalità operative che hanno portato alla firma non ci stavano, non avevano senso e non giustificavano la fretta perché non c'era nulla di concreto. Mi risulta - conclude la Zaltron - che la rescissione non sia mai pervenuta all'università di Bergamo che conferma di non aver ricevuto la disdetta dell'accordo. Man mano che riceverò i documenti che mi sono stati promessi mi riserverò di fare altre richieste".


Commenti

Inviato Venerdi 28 Aprile 2017 alle 08:00

Quanto è presente il professore, Direttore onorario, al Museo per "lavorare" o compie tutto on line?
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