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Aim dica quanto paga la comunità vicentina per gli stipendi degli amministratori e dirigenti

Di Citizen Writers Martedi 18 Febbraio 2014 alle 14:25 | 0 commenti

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Riceviamo da Giuliano Raimondo già segretario provinciale del sindacato dell’energia della Cgil, nonché ex coordinatore di Servizi Pubblici Locali della Cgil vicentina - L’11 febbraio scorso, un quotidiano riporta, come sostanzialmente altri, che “Il direttore di Acque Veronesi ha uno stipendio più alto di quello del Presidente Napolitano, e dei premier inglese Cameron e francese Hollande, e annovera dirigenti che hanno buste paga più alte di quella del premier russo Putin e di quello spagnolo Rajoy.

E tutto questo a spese dei cittadini, che pagano bollette dell'acqua sempre più care». A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Popolare, che commenta i dati relativi agli stipendi erogati alle figure di vertice dell'azienda che ha sede a Verona ma gestisce il servizio idrico in buona parte della provincia. «Una situazione incredibile», commenta «il direttore guadagna 242.500 euro lordi all'anno, più di Napolitano (220 mila), Cameron (183 mila) e Hollande (178 mila) mentre i cinque dirigenti più importanti guadagnano da 108 a 117.000 euro lordi annui, ben più di Putin (93.000) e di Rajoy (78.000). Solo per costoro l'azienda spende in stipendi quasi 700mila euro l'anno, senza contare che ad essi sono destinati vari benefit, come auto aziendali di grossa cilindrata, telefoni e computers, e che magari sempre gli stessi ricevono anche viaggi omaggio». «Non vorrei che oltre a tutto questo ottenessero anche premi di produzione o cose simili, visto che lo scorso anno Acque Veronesi è riuscita a realizzare manutenzioni straordinarie ed opere per soli 5 milioni di euro a fronte dei 10 previsti», conclude Valdegamberi «e immagino che sotto a queste figure ce ne siano molte altre che ricevono stipendi ben superiori rispetto alla media delle persone che si trovano nella posta bollette che aumentano ogni anno».

Dopo quanto letto sopra, ritengo indispensabile che tutte le società di pubblica proprietà debbano finalmente rendere pubblici i costi disaggregati dei loro dirigenti, compresi i costi di tutti i benefit, premi di produzione o cose simili, e motivando. Questo anche per gli amministratori affinché chi paga le bollette e chi soprattutto non riesce a pagarle perché in difficoltà, tutto conosca. Tutto si conosca, premi e motivazioni comprese, onde poter confrontare anche i costi tra i manager delle società del servizio idrico integrato del Veneto e non solo di queste. Come esempio di dovuta trasparenza, sarebbe interessante e diritto dei cittadini utenti contribuenti, il conoscere tutto della situazione di AIM, considerato che, tra l’altro, in pochi anni è anche notevolmente cresciuta l’esposizione finanziaria. È un diritto conoscere il Gruppo AIM, perennemente sulla cronaca quotidiana, ossia di cosa e quanto ha pagato e paga la comunità vicentina per i vari amministratori, direttori generali, direttori e dirigenti del Gruppo, a partire dall’anno solare 2000. Il tutto per poter valutare i costi rispetto ai risultati, e ripeto, le cause dell’indebitamento. AIM deve farlo pubblicando il tutto almeno sui giornali locali - sia on line che su carta stampata - come fa per esempio per gli auguri e la ricorrente pubblicità. Il popolo dei contribuenti e degli utenti devono poter valutare cosa rendono gli amministratori rispetto alla qualità, continuità e sicurezza dei servizi erogati, comprese le cause delle continue, ripetitive e costose escavazioni sulle strade sulle quali la viabilità è un qualcosa di sempre più impegnativo. È una trasparenza dovuta anche a tutti i dipendenti di AIM che si vedono condizionati nel salario anche da una recente strana “pagella” per la produttività individuale, che con la produttività concreta e misurabile non ha proprio nulla in comune. Tra l’altro, la sede e gli strumenti per le valutazioni dei singoli portano alla cultura da “clima remoto” ossia clima dell’altro ieri. Di quel periodo che tanti danni ha provocato a AIM e dentro ad essa, nonostante il capitale umano e professionale rappresentato dalla grande maggioranza delle sue maestranze. La “pagella”, per esempio, non ha nessuna relazione con l’esigenza di migliorare le reti e gli impianti dei servizi a rete, ne con quella di aggiornare l’organizzazione del lavoro quale elemento dinamico della produzione, ne con quella di superare tempi logistici improduttivi. “AIM non è tuttora dotata di un moderno strumento per la raccolta di dati di produzione propedeutici alle indispensabili analisi di gestione”. Sulla “pagella” sarebbe importante che si esprimessero i ricercatori che studiano la produttività, a partire da quelli che lavorano e insegnano ai giovani nella  università gestionale. Ma sulla “pagella”, non avendo dal primo gennaio 2014 nessun incarico sindacale per le trattative sindacali, “lascio” la sfida ad altri. Invece, per il periodo pregresso, a partire dal maggio 1973, ho il dovere civico di non dimenticare perché il mio stipendio e pensione derivano, in parte, dalle bollette degli utenti di ieri e di oggi. Mi riferisco personalmente ai costi per l’impegno sindacale generale profuso anche oltre l’azienda pubblica della quale ero dipendente retribuito che non era AIM. Anche per questo continuerò ad essere in ogni dove riconoscente tramite l’impegno politico-sociale che continua affinché chi paga le bollette abbia riscontro dei sacrifici che fa per pagarle, non ignorando chi passa l’inverno con il riscaldamento spento.


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