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Ahlam El Brinis nuova Miss Schio: un'italiana vera contro uno stereotipo sempre più falso

Di Alessandro Pagano Dritto Sabato 22 Giugno 2013 alle 15:47 | 0 commenti

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I commenti che hanno accolto la nuova miss Schio regalano uno squarcio sul rapporto di alcuni italiani con le nuove generazioni di concittadini. Il Giornale di Vicenza pubblica la foto e nell'articolo o su Facebook spuntano decine di risposte di lettori, ognuno dei quali ne approfitta per commenti più o meno banali, più o meno riflessivi, com'è norma che accada.    

Tra questi, a sorpresa, la stessa miss, che col commento all'articolo numero 23 si sente in dovere di dire la sua e risponde col nickname di «ahlam»: «Tanto per chiarire eventuali dubbi. Io sono di nazionalità italiana, nata e cresciuta qui, ma ho origini marocchine. E comunque questa era una tappa regionale per Miss Blumare! Perciò potevamo partecipare da tutto il Veneto. Questa tappa prende il nome di Miss Schio solo perché si svolge a Schio, tutto qua! E raccomandata io? Non credo proprio. Pace e amore. Ahlam» Ahlam, oltre al nickname, è infatti anche il suo vero nome: «giovane residente a Padova, Ahlam El Brinis, 17 anni di origine marocchina, studentessa di liceo linguistico», l'ha presentata infatti il Giornale di Vicenza il 21 giugno scorso.

La risposta della giovane Ahlam è utile perché toglie a chi non è a conoscenza dell'organizzazione dell'evento un legittimo dubbio: ma se si tratta di Miss Schio, per quale motivo la vincitrice viene da Padova? Non sappiamo dove Ahlam sia nata, ma il fatto che nel suo commento non dica subito di essere scledense fa pensare che sia nata altrove, comunque in Italia come precisa lei stessa: forse è nata a Padova, dove va a scuola, forse no. Lei stessa ci spiega che l'essere nate a Schio non è criterio vincolante per vincere Miss Schio, che è una competizione invece regionale.

Cosa che fa pensare che allora questa tappa di Miss Blumare dovrebbe essere chiamata in un altro modo, perché in effetti è impossibile non cogliere l'incongruenza.

La colgono anche i lettori, che però a volte non si accorgono, pare, di essere ben lontani dal volerla risolvere. Scrive infatti, questa volta su Facebook, M.B.B.: «Bella ragazza, ma che ha a che fare con Schio? Ce ne sono di vicentine belle, mica bisogna andare altrove a trovarne». E poco dopo B.S.: «Mi dispiace, è molto bella senza dubbio, una bellissima ragazza. Ma? Non è nostra, non è di Schio e non è italiana... Mi dissocio e come me ce ne saranno tanti... ci sono bellissime ragazze italiane... e pure Scledensi e Vicentine o altre province... Criticate pure ma così non va, non ci sto, non credo che tanti ci stanno...» Il commento di B.S. ha nove preferenze, superato solo da un commento che si lamentava del fatto che Miss Schio non fosse di Schio.

L'incongruenza è facile da trovare: ci si lamenta, con una certa ragione, della non scledensità di Miss Schio, ma si accetterebbe di buon grado che Miss Schio venisse dal Vicentino o da qualsiasi altra parte d'Italia. Allora bisognerebbe accettare anche Ahlam, che è nata in Italia e che, a quanto dice, ha la nazionalità italiana. Ma Ahlam no. Perché? Perché avrebbe le caratteristiche fisiche di una non italiana, in questo caso di un'araba, un'araba del Marocco.

Se ne deduce che quello che ad alcuni dà fastidio è il fatto che Ahlam non rappresenti lo stereotipo dell'Italiano standard. Ci viene anche difficile incarnarlo, in verità, questo stereotipo, perché spesso tra alcuni italiani «doc» - qualsiasi cosa questo voglia dire - e un nordafricano arabo tutta questa differenza somatica non c'è.

Cosa si intende per italiano standard? A ben vedere, nulla. L'Italia è centro di migrazioni da secoli, e le passate presenze più o meno episodiche di genti da ogni parte del mondo ha reso l'italiano di oggi un vero coacerbo di genti d'ogni razza e di ogni cultura. E questo non è un modo di dire, è la verità. L'imposizione storica e politica di confini e di nazioni non può cancellare secoli di trasmissioni genetiche e di migrazioni, da e verso l'Italia.

Chi il 2 giugno scorso fosse stato in piazza Falcone Borsellino avrebbe visto decine e decine, un centinaio almeno, di ragazze come Ahlam, dalle fattezze arabe come le sue o invece sub sahariane - e anche questa è un'approssimazione -  nate e cresciute a Schio, bilingui e biculturali. Ragazze e ragazzi africani, perché gli africani non sono solo quelli neri; l'Africa non esiste diceva Kapuscinski, è una costruzione artificiale ed esistono solo le Afriche.

Se si accetta che Miss Schio dovrebbe essere nata a Schio e non a Thiene come un'altra partecipante, né a Vicenza né altrove in Italia, una qualsiasi delle ragazze scledensi tra quelle di Piazza Falcone Borsellino sarebbe andata benissimo e avrebbe vinto la fascia a pieno diritto, fattezze arabe, sub sahariane o persino indiane che avesse avuto.

Questa è la nuova Schio, questa è la nuova Italia, insieme a quella italiana e scledense da generazioni. Ed è inutile opporre alla vera Italia lo stereotipo indefinibile e comunque in buona misura falso di un italiano puro sangue. Ormai l'Italia è ben altro e dobbiamo rendercene conto.

Per quelle che erano le regole di Miss Schio, Ahlam El Brinis, diciassettenne di nazionalità italiana e di genitori marocchini, poteva tranquillamente partecipare alla selezione e vincere, e ha vinto.

È la nuova Italia che ha origini altrove ma che è nata qui, che forse un giorno riuscirà a distruggere definitivamente lo stereotipo inesistente dell'italiano autoctono da generazioni come solo italiano vero.

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