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Schio, il 12 gennaio "Notte Nazionale del Liceo Classico" anche al "Zanella"

Di Comunicati Stampa Giovedi 11 Gennaio alle 14:07 | 0 commenti

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Si svolgerà al Liceo "G. Zanella" di Schio, venerdì 12 gennaio dalle 20 alle 23.30, in contemporanea con altri 400 Licei classici d'Italia, la Notte Nazionale del Liceo Classico. Giunta alla sua quarta edizione, la Notte Nazionale del Classico è un evento nato da un'idea di Rocco Schembra (alunno del Liceo "Gulli e Pennisi" di Acireale) e riconosciuto dal M.I.U.R. che ha il fine di promuovere e valorizzare la formazione classica, proponendo ai ragazzi, alle loro famiglie, agli alunni delle Scuole Secondarie di Primo grado e a tutta la cittadinanza una serata di dibattito e confronto culturale, oltre che un'occasione per conoscere il Liceo Classico e le sue risposte alle sfide del presente e del futuro. 

Il tema della serata sarà "lo sguardo", affascinante e denso di implicazioni anche in età contemporanea. Dopo gli interventi introduttivi del Dirigente Scolastico Prof. Roberto Polga e della docente referente dell'indirizzo classico Prof.ssa Menditto, prenderà la parola il prof. Davide Susanetti, docente di Letteratura greca presso l'Università degli Studi di Padova, che terrà una lezione sul tema dello "sguardo degli antichi Greci", seguito dalle presentazioni di valenti ex-allievi del Liceo "Zanella" oggi impegnati nelle più diverse carriere universitarie (matematica, fisica, medicina, lettere classiche, storia, giurisprudenza etc.), anche a dimostrazione della trasversalità e vitalità della formazione classica. La serata, cui parteciperà anche l'orchestra d'istituto, si concluderà con la lettura dell'Inno omerico a Selene e con un brindisi finale offerto dal Comitato genitori dello "Zanella". L'invito è aperto a tutta la cittadinanza.

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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.

Martedi 9 Gennaio alle 17:36 da kairos
In Diamanti con Variati fa fare una figuraccia al min. Dario Franceschini: l'Anac di Cantone accende i fari su Giovanni Villa, GdV prende lucciole per lanterne e Valmarana mente...

Venerdi 8 Dicembre 2017 alle 06:57 da kairos
In Porta Santa Croce: un edificio copre l'unico reperto medievale di Vicenza e il torrione è ancora inagibile. E le altre opere incompiute?
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