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Area archeologica sotto la Basilica, un viaggio a ritroso nella storia più antica del monumento.

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 25 Febbraio 2015 alle 22:10 | non commentabile

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Comune di Vicenza - La Basilica palladiana sarà presto anche protagonista degli itinerari archeologici cittadini. La giunta comunale ha infatti approvato un progetto del valore di 380 mila euro per il recupero e la fruizione della preziosa area archeologica emersa durante la demolizione dell'interrato sotto alla corte dei Bissari e di una cantina sotto la Domus Comestabilis, entrambi risalenti agli anni '50.

Ciò che sarà visibile, una volta aperto al pubblico il percorso in legno e strutture metalliche che consente di visionare dall'alto i ritrovamenti, sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nella storia più antica del monumento, completo di teche contenenti gli oggetti rinvenuti durante gli scavi (tra cui una croce d'oro, un giavellotto, alcune monete, una fibula e degli oggetti domestici in terra sigillata) e di pannelli espositivi.

Questa mattina, in occasione dell'annuncio di un finanziamento regionale per il completamento e la valorizzazione del restauro - hanno compiuto un sopralluogo dell'area il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci, l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi e Mariolina Gamba della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.

"Con la valorizzazione di questi spazi - ha detto il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci - la Basilica diventerà a tutti gli effetti un grande luogo capace di raccontare e interpretare la storia di Vicenza, dalle testimonianze preromane, romane e longobarde visibili in quest'area, agli insediamenti medievali riscontrabili in particolare negli ambienti del Museo del gioiello, ai grandiosi spazi trasformati dal Palladio, fino alla terrazza superiore, dalla quale abbracciare con uno sguardo la natura rinascimentale del centro storico. In pochi metri di ascesa, da questi ambienti sotterranei fino alla carena rovesciata, vicentini e visitatori potranno dunque compiere l'esperienza pressoché unica di scoperta delle diverse epoche della città. Questo luogo, in particolare, diventerà il quartier generale da cui partire alla scoperta di una Vicenza archeologica ancora troppo poco valorizzata".

Il progetto, realizzato dal settore lavori pubblici e manutenzioni del Comune di Vicenza con la supervisione e la direzione scientifica della dottoressa Mariolina Gamba della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto che ha condotto la campagna di scavi, prevede il restauro e la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici e, in seconda battuta, l'allestimento di uno spazio polifunzionale, con accesso anche indipendente dalla corte dei Bissari, da utilizzare come sala conferenze o come piccolo spazio espositivo nell'ambito delle iniziative culturali legate alla nuova area archeologica.

"Possiamo avviare il completamento e valorizzazione del restauro di quest'area - ha aggiunto l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi - grazie al finanziamento di 140 mila euro che la Regione ci ha concesso anche in virtù dell'attenzione riservata a questo luogo dalla Soprintendenza ai beni archeologici del Veneto. Noi completiamo il primo stralcio con 60 mila euro riservandoci di reperire al più presto i 180 mila euro previsti per la realizzazione del secondo stralcio. Quest'intervento, grazie all'accesso indipendente previsto per la nuova sala polifunzionale a servizio dell'area archeologica, costituirà peraltro un'ulteriore occasione di valorizzazione di piazza delle Erbe".

Come ha ricordato oggi dalla dottoressa Mariolina Gamba della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, nel corso dei lavori di restauro sono stati scoperti una strada e un edificio di epoca romana che si sviluppano per una superficie coperta di circa 150 metri quadrati sotto le fondamenta della Basilica.
La strada è l'antico cardo di direttrice nord sud di collegamento tra le attuali piazze dei Signori e delle Erbe che, prima del ritrovamento, era stato soltanto ipotizzato dagli studiosi.
Sul marciapiede in terra battuta che fiancheggiava la strada, di cui si conservano alcune lastre di trachite, si apriva verso nord la facciata di una casa signorile dell'età imperiale (I secolo avanti Cristo) della quale sono stati messi in luce due vani. La pavimentazione di questa domus era costituita da mosaici monocromi di cui rimangono poche tracce. L'intero edificio era dotato di infrastrutture per il controllo e deflusso delle acque, come si evince da una canaletta in cotto parzialmente conservata.
L'edificio venne costruito su abitazioni preromane, di cui sono stati rinvenuti piani di argilla con resti di focolai che testimoniano la presenza dei Veneti fino nel cuore della città.
Nel corso degli scavi è stata inoltre rinvenuta una tomba longobarda, in mattoni e argilla, con frammenti di ossa, una croce d'oro e due elementi in ferro, che sarà riposizionata lungo il percorso di visita.

Il progetto sarà realizzato in due stralci. Il primo, del valore di 200 mila euro già coperti per 140 mila euro dal finanziamento regionale e per 60 mila euro da fondi del piano triennale delle opere pubbliche del Comune, riguarda il completamento dello scavo archeologico, la pulizia e il consolidamento delle strutture rinvenute, il riposizionamento della tomba longobarda, degli elementi della canaletta romana , il restauro dei pilastri di fondazione della Basilica, l'impianto di illuminazione, la cartellonistica per la visita, l'allestimento di vetrine per l'esposizione degli oggetti rinvenuti, i serramenti degli accessi, la realizzazione dei nuovi bagni per i visitatori.
Il secondo stralcio, del valore di 180 mila euro da finanziarsi successivamente, riguarda l'allestimento dell'attigua sala polifunzionale che ospiterà attività culturali legate all'area archeologica.




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