L'anello pakistano, made in Vicenza
Sabato 1 Giugno 2013 alle 22:22 | 1 commenti
Sto telefonando per una questione di lavoro nella zona di Contrà Barche. Davanti a me si abbassa verso terra un uomo che vedo con la coda dell'occhio, preso come sono dalla conversazione. Finisco di parlare e l'uomo, dai lineamenti stranieri, che si era appena alzato, mi si rivolge e con un anello abbastanza grosso in mano, che aveva appena raccolto da terra, mi dice: «non è mio, prendilo, è una tua fortuna».
Un po' sorpreso gli ridò l'anello e lo invito a venire con me dalla polizia per consegnare l'anello: «è un bel gesto il tuo, andiamo insieme e così sarà un modo per far sapere che ci sono tanti stranieri come te, così onesti che non prendono per sè un anello d'oro trovato a terra. Di dove sei?».
E lui: «Sono pakistano, non importa, l'anello non è mio, tienilo».
E mentre rimango stupito e gli confermo che andrò io a portarlo alla polizia perchè trovino la proprietaria dell'anello, lui torna suo suoi passi e a voce bassa mi dice: «non ho più un lavoro, mi dai qualcosa?“.
Lo faccio, come si fa a non dare qualcosa a chi non prende per sè un anello non suo e non havoro?
Prima di andare nel posto di polizia più vicino e, visto che dovrei passare a palazzo Trissino per una conferenza stampa dove di certo ci sono agenti municipali, passo da un amico gioielliere in centro per mostrargli l'anello e conoscerne il valore. Sarà , penso, un elemento del pezzo che avrei scritto per raccontare questa bella storia.Â
Il gioielliere, a cui accenno la storia, guarda l'anello e mi fredda subito: «neanche lo esamino, lo conosco, è falso, le incisioni che ci sono servono a carpire meglio la buona fede di chi con una qualunque scusa è avvicinato per poi ricevere qualche euro di ricompensa per il bel gesto, finto, compiuto. Quell'anello esiste in tanti esemplari uguali, sono tutti fatti con una lega di bassissimo costo e costano all'origine pochi centesimi che consentono bei guadagni "spacciati" in questo modo in cambio di mance riconoscenti, e il brutto, in più, è che penso che siano prodotti qui, da qualche orafo che ha gli stampi ... Lo stesso vale per altri finti monili ...».
Commenti? Mi sono sentito triste per quel pakistano bugiardo, per chi lo manda in giro a speculare sulla buona fede di chi non è malfidato e per una bella storia con un brutto finale.
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